Pd nella tempesta, è giunta l'ora di discutere sul serio

ROMA. Nessuno ormai nega lo stato di crisi del Pd, che esce dalla vicenda Vigilanza Rai lacerato da accuse incrociate, sospetti e, come dice Pierluigi Bersani, «lanci di pietre». Ma se in molti invocano «una discussione vera», in pochi sostengono l'opportunità di un congresso anticipato prima delle europee, ipotesi che i veltroniani rilanciano come sfida ai critici interni. «Abbiamo toccato un livello bassissimo, è necessario trovare i modi per discutere», invocano molti big del partito, come Anna Finocchiaro e lo stesso Bersani, nel giorno in cui riesplode il tema della collocazione europea. L'aria che si respira tra i democratici è pesante. In molti prendono ufficialmente posizione, criticano i vertici o lanciano appelli alla responsabilità.
Tutto in attesa che il segretario Veltroni decida come affrontare questo momento: se con il congresso, come gli consiglia Enrico Morando, o anticipando la conferenza programmatica o con una proposta che ricompatti il partito. Certo è difficile pensare che, come altre volte, le tensioni rientrino senza un vero chiarimento. Anche perchè i nodi arrivati al pettine sono parecchi.
C'è chi, come Rosy Bindi, critica «il tasso di ambiguità e strumentalità» da parte dei vertici del partito nella vicenda Vigilanza, definisce «insopportabile la logica delle decisioni calate dall'alto» e avverte che «non ci faremo stritolare» dalle «antiche rivalità tra ex Ds e sulle quali si innestano i metodi degli ex democristiani». E, nonostante sembrasse essere stata raggiunta un'intesa sul Pd federato in Europa con il Pse, è di nuovo scontro aperto, dopo le parole di Francesco Rutelli, tra l'area ex Dl che contesta l'ingresso nel Pse e chi, come gli ex Ds, critica chi mette veti.
Quanto basta per preoccupare Veltroni ed i vertici del partito. «Credo che sia arrivato il momento - è l'altolà di Bersani - di dire basta ai lanci di pietre. Nel Pd bisogna discutere. Veda il segretario in quale luogo sia utile farlo in modo composto e serio, più adatto al momento che viviamo». Discutere si ma per molti non è il caso di convocare un congresso «sia perchè - spiega un dirigente - sarebbe difficile organizzarlo in un partito che non ha ancora finito le iscrizioni sia perchè, non essendoci evidenti linee alternative, si risolverebbe in una resa dei conti alla vigilia delle europee».