Bioetanolo, piano «congelato»
TORTONA. E' in forse la realizzazione dell'impianto di Bioetanolo da mais (il più grande d'Europa) che la ditta IBP dell'imprenditore Guido Ghisolfi, vorrebbe costruire a Rivalta Scrivia. La conferenza provinciale dei Servizi che si è svolta ieri mattina e che avrebbe dovuto pronunciarsi in maniera vincolante, in merito alla realizzazione dell'impianto, si è risolta con un «nulla di fatto».
La Conferenza ha fato emergere le lacune della pratica. L'azienda, infatti, visto che mancavano i requisiti necessari per un parere positivo da parte della Conferenza provinciale, ha chiesto (ed ottenuto) un rinvio di tre mesi durante i quali cercherà di ottenere le autorizzazioni necessarie.
Il nodo principale da sciogliere riguarda le distanze dalla ditta di esplosivi «Nobel Sport Martignoni» che supera di poco i 300 metri mentre secondo il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) ne servono almeno 560. Due le strade da percorrere: la richiesta di una deroga da parte della Commissione nazionale Sostanze esplodenti oppure un accordo tra le due aziende per una graduale riduzione del quantitativo di esplosivi stoccati presso la Martignoni: le distanze, infatti sono in funzione proprio del quantitativo di esplosivi che viene gestito.
La IBP a quanto pare, avrebbe chiesto un incontro con la Martignoni per sondare quest'ultima possibilità. Anche in caso di un accordo, tra le due aziende, però, i tempio previsti si preannunciano lunghi e comunque nell'ordine dei 15 - 18 mesi ottenere tutte le autorizzazioni.
Su tutta la vicenda, però, pendono più ricorsi: ieri è emersa la notizia che la Nobel Sport martino ha presentato ricorso al Tar contro il Comune di Tortona per la variante urbanistica che individua l'area in cui sorgerebbe l'impianto. Una 'grana" che costerà alle casse comunale parecchie migliaia di euro e che rischia di invalidare tutta la procedura fin qui adottata che dovrebbe ricominciare da capo. Sempre sulla stessa delibera pende anche un ricorso in Regione effettuato dal Comitato «Rivalta vivibile» che ha inoltrato anche un ricorso all'Unione Europea, presentato dall'europarlamentare Agnolotto contro la realizzazione degli impianti di bioetanolo da mais.
Ieri intanto, alla conferenza dei Servizi sono emersi altre peroplessità in merito all'impianto: l' Arpa ha sollevato,il problema del possibile inquinamento atmosferico, ma soprattutto delle emissioni acustiche che provocherebbe l'impianto, chiedendo ulteriori interventi in merito perché a quanto apre quelli previsti dall'azienda per abbattere le emissioni non sarebbero sufficienti. Alla Conferenza dei servizi erano presenti i vertici del comune di Tortona fra cui l'assessore all'urbanistica Domenico Traversa, ma anche otto persone, in qualità di uditori delle associazioni ambientaliste e dei cittadini di Rivalta che in quell'occasione hanno presentato delle ulteriori osservazioni, in parte recepite dalla Conferenza dei Servizi. Nelle osservazioni si ribadisce che la stessa IBP ha confermato che l'impianto immetterà nell'atmosfera, ogni anno, ossidi di azoto per circa 200 tonnellate e polveri per circa 25 tonnellate, che rappresentano un'enormità.
«Siamo parzialmente soddisfatti dell'esito della conferenza dei servizi - ha dichiarato il presidente del Comitato Rivalta Vivibile, Enzo Pernigotti - perché le nostre osservazioni si stanno rivelando veritiere. Adesso speriamo che la realizzazione dell'impianto venga definitivamente bocciata». La battaglia ambientalista si è chiusa con un primo round vinto, ma il confronto è ancora aperto. La sfida a suon di ricorsi sta lasciando il segno.
Angelo Bottiroli