Malati in casa, l'Asl vuole il censimento

VOGHERA. Del caso di Eluana Englaro sono piene le prime pagine, e la vicenda del tortonese Max Ferrauto, in coma da 17 anni e assistito in casa, muove le coscienze. Ma quanti sono i malati cronici inchiodati ad un letto? Scoprirlo non è semplice: tanto che perfino la commissione sanità del Senato, dopo un anno di ricerche, non è ancora riuscita ad avere dalle Regioni dati definitivi. L'Asl di Pavia si sta muovendo ed ha iniziato a raccogliere dati sul numero dei malati cronici che hanno bisogno, in una struttura specializzata o a domicilio, di cure costanti per vivere. O per sopravvivere. Scavando un po' nei fascicoli dei servizi sociali del Comune di Voghera, però, qualche certezza almeno su quello che accade nel microcosmo vogherese si riesce ad avere.
In città sono circa 70 i malati «non autonomi» che hanno accesso all'assistenza domiciliare. A questi si devono aggiungere i 150 malati circa che, sempre in condizioni di non autosufficienza, vivono nei 24 Comuni che compongono il distretto socio-sanitario che fa riferimento a Voghera (sostanzialmente i paesi dell'hinterland della città e la valle Staffora) e ricevono i voucher per l'assistenza domiciliare. Si sta parlando di circa 200 persone: senza pretese di precisione statistica, qualcosa come due abitanti ogni mille. Attenzione: se il malato non autosufficiente riceve i buoni (quelli che la burocrazia chiama voucher) che consentono di acquistare servizi di assistenza e cura a domicilio, significa che non è in grado di raggiungere da solo il medico o lo specialista, e non è ricoverato in una struttura specializzata, ospedale, casa di cura o centro specializzato nella gestione di malati cronici che sia. «Ovviamente non tutti questi casi sono gravi come quelli di Eluana o di Max Ferrauto, il ragazzo di Tortona in coma assisistito in casa da 17 anni - spiega il dirigente del settore servizi sociali del Comune, Domenico Marrapodi, che è anche responsabile del piano sanitario di zona -. Il parametro d'accesso ai voucher sociali, comunque, è la 'non autonomia", ovvero la necessità di cure costanti per una patologia, normalmente cronica, che per diversi motivi viene gestita in casa invece che in una struttura sanitaria specializzata». Gran parte di questi casi, ovviamente, riguardano anziani: sempre più numerosi in un territorio che, dati Istat, conta più di un ultra-65enne ogni quattro abitanti.
«Sono in aumento, però, i casi che riguardano giovani vittime di incidenti di vario tipo - spiegano all'Asl -. E sono in amento anche i casi di cronicizzazione in seguito a malattie degenerative».
In altre parole: sono sempre di più i malati che sopravvivono per anni a malattie che fino a poco tempo fa portavano alla morte in tempi rapidissimi. Scegliere di assistere a casa un malato cronico significa mettere in conto fatica fisica e un impegno costante, 24 ore al giorno senza week-end o ferie. Ma anche spese notevoli.
E quanto metteno a disposizione le casse pubbliche?
«Il budget a disposizione per il 2008 per il piano di zona che fa riferimento a Voghera è stato di 310mila euro», spiegano in Comune. Ovvero una media di poco più di 1.500 euro per ogni famiglia che sceglie di assistere a casa un malato 'liberando" un posto in ospedale.