Casei, dopo lo zucchero lo shopping kolossal
CASEI GEROLA. Moltiplicate per sei-sette volte l'area dell'Iper di Montebello o per tre quella dell'Outlet di Serravalle: il risultato che si ottiene è lo spazio previsto del il nuovo sistema commerciale che potrebbe nascere al posto dell'ex zuccherificio di Casei. Potrebbe. Il progetto però c'è: è stato depositato in Comune proprio mentre la conferenza dei servizi ha discusso di bonifica.
Bonifica e futuro utilizzo dell'area dismessa non corrono in parallelo, s'incrociano. E all'incrocio c'è la Sadi, Servizi industriali, società con sede a Milano in via Missaglia che si occupa di recuperi ambientali che, prima ha acquisito da Eridania-Italia Zuccheri il diritto alla demolizione e bonifica dell'area per oltre 3 milioni di euro, e poi si è aggiudicata come capofila i lavori realativi alla bonfica del suolo per un importo superiore ai 6 milioni di euro. Legata alla «Sadi» c'è l'«Immobiliare Casei Gerola» che ha avanzato la propria proposta di riqualificazione dell'area dello zuccherificio. «La società - si legge nel documento - ha recentemente acquisito lo zuccherificio asumendo a proprio carico gli oneri della demolizione e della bonifica ed intende ora promuovere un progetto di valorizzazione urbanistico edilizia dell'area». Il piano «fotografa» la zona come molto appettibile perchè inserita in un crocevia di reti autostradali e ferroviarie che costituiscono il cosidetto «quadrilatero padano» che unisce quattro regioni. Che farci nel quadrilatero?
Industria addio. Altre industrie al posto dell'ex zuccherificio? Il piano parte da una premessa che è un verdetto durissimo: l'Immobiliare Casei e il Comune si sono trovati d'accordo nel ritenere di fatto impossibile riportare aziende produttive vista la chiusura degli stabilimenti preesistenti e l'«invecchiamento della popolazione insediata».
Opzioni «piccanti».Che fare dunque al posto delle industrie? «Si è valutata la possibilità di insediamenti di tipo logistico (parco logistico o nodo di interscambio modale) - risponde il piano - o di servizio ambientale (discarica o termovalorizzatore)». Un maxi inceneritore a Casei come una delle «soluzioni fortemente favorite dall'accessibilità autostradale» e a scriverlo è una società che s'intende di questo tipo d'impianti. Il Comune però ha espresso in merito le proprie riserve. Ed ecco cosi spuntare la svolta. Lo shopping in grande stile.
Vetrina dei record. «Centro commerciale, parco commerciale, mercato del prodotto tipico locale, Outlet del prodotto tipico italiano, con circa 100mila metri quadrati di superficie di vendita realizzati su una suoerficie minima di 400 mila metri quadrati avebte una forte caratterizzazione ambientale». E che parco commerciale: L'Iper di Montebello occupa 13.500 metri quadrati (posteggi e annessi e aree annesse escluse), l'Outlet di Serravalle (tra i più grandi d'Italia), 33 mila.
Come funzionerà.I dettagli? Sempre nel piano presentato in Comune. «Il Centro commerciale ed il parco commerciale offriranno la gamma completa dei prodotti tipici della grande distribuzione, ma con orientamento alle produzioni biologiche e naturali e di recupero. Le attività commerciali legate a sport e giardinaggio avrano relazioni con l'ambiente esterno». E ancora: «Il Mercato del prodotto tipico locale sarà costituito da una grande struttura coperta nella quale verranno raccolti gli spazi destinati all'esposizione e alla vendita diretta da parte dei produttori locali di alimenti freschi e conservati e all'interno della quale potranno essere organizzate sagre e eventi enogastronomici». Infine l'Outlet del Prodotto tipico italiano sarà invece un «villaggio commerciale articolato per regioni: una grande vetrina nazionale e internazionale».
Il parco tematico. Lo spazio c'è e tanto. Le idee pure. Nel progetto si prospetta anche la nascita di «un parco tematico ricreativo con valenza didattico-scientifica rivolto a un'utenza giovanile. Il tema conduttore del parco tematico sarà energia-ambiente ovvero comprenderà tutti gli aspetti connessi all'utilizzo delle risorse naturali ai fini della generazione e conservazione dell'energia».
Luci e penombre. Il piano si definisce «marker» territoriale che non soffocherà la zona, ma anzi intende valorizzarla. A Voghera i commercianti però si agitano e a Casei c'è chi vuol capire se dalla carta si passerà davvero ai cantieri. Incognite, domande, speranze. Casei Gerola torna, comunque, a far discutere.