Facebook, la febbre si diffonde anche a Pavia
PAVIA.Il Pd di Pavia ha 485 iscritti, il Pdl 102. Ci sono gli ex-alunni della Carducci o della Pascoli, ma il più numeroso è quello di «Offri una birra a Piera Capitelli»: 1.331 iscritti, creato quando era in fase di approvazione il regolamento comunale contro gli alcolici per strada. Sono alcuni dei gruppi pavesi nati su Facebook, il social network più popolare della rete che ha orma conquistato anche Pavia. E' più di un sito internet, è una rete sociale creata da uno studente di Harward, il 19enne Mark Zuckerberg, nel 2004. L'idea iniziale era aiutare persone che si conoscono ma si sono perse di vista a rimettersi in contatto. Caso tipico: i compagni di classe del liceo, tornando indietro fino alle elementari. Sbarcato in Italia, è diventato un passatempo. In ufficio, a casa, la sera o per tutta la giornata, milioni di utenti tengono la pagina aperta e curiosano tra i propri amici, aggiungono fotografie, curiosano tra le pagine che appoggiano o criticano vip locali.
«Io odio Paolo Bargiggia» ha 91 iscritti, mentre «Quelli che amano il capello di Paolo Bargiggia» solo sei. Una volta iscritti a Facebook si compila una scheda persona con fotografie e dati su scuola, università, lavoro, hobby. Informazioni che permettono di trovare e farsi trovare da altri iscritti. Una volta entrati in questo mondo si possono creare gruppi ed eventi. Qualche esempio. Si va dai gruppi delle università o delle squadre di calcio, a quelli dei partiti politici.
Tra i passatempi preferiti l'«aggiornamento del proprio stato». Cosa significa? Con una frase si rende partecipi i propri amici di quello che si sta facendo. L'inconveniente? Tutto quello che si fa su Facebook, dal commentare una foto a decidere di partecipare a un evento, è pubblico. Lo sanno cioè tutti i nostri amici. Ma questo è anche la sua forza, perché un pò per curiosità un pò per amor di pettegolezzo tutti diventano spioni.
Marianna Bruschi