«Il policlinico mi paghi le spese»

PAVIA.«Il San Matteo mantiene un atteggiamento persecutorio, non giuridicamente motivato nei miei confronti». Danilo Morini, ex commissario del policlinico, non le manda a dire, come nel suo stile. Esce a testa alta dalla spinosa questione giudiziaria sulle assicurazioni al San Matteo - che l'aveva visto coinvolto insieme ad amministratori e revisori - e chiede che ora l'ente gli paghi le spese legali (sommando quelle di tutti circa 10mila euro). Ma il San Matteo nicchia. E allora Morini lo trascina davanti al giudice, per un tentativo di conciliazione.
Ne fa soprattutto una questione di principio. Prima l'assoluzione nell'inchiesta penale, poi in quella aperta dalla Corte dei Conti (in primo grado e anche in appello). «E ora trovo giusto che il San Matteo si assuma le spese per il patrocinio legale - dice Morini -. Ci rispondono che la sentenza non prevede che ci liquidino anche le spese di giudizio, ma il patrocinio legale, quello cioè che chiedo io, è un'altra cosa».
I fatti risalgono alla primavera del 2001. Al policlinico come commissario, dopo Morini, arriva Giuseppe Conac: nota che l'ospedale già dal 1999 ha stipulato, senza procedere a gare pubbliche, contratti annuali di consulenza con la Paros, società di brokeraggio incaricata di trattare con una compagnia le polizze per la responsabilità civile dei dipendenti. Una scelta che Conac non condivide. Da qui partono due inchieste: una condotta dalla magistratura ordinaria, una dalla Corte dei Conti, la magistratura contabile. Ma entrambe le inchieste si concludono con un'assoluzione. Per Morini come per gli altri imputati: l'allora direttore sanitario Giovanni Azzaretti, il direttore amministrativo Piergiorgio Villani e il suo successore Evasio Stella, quello scientifico Enrico Solcia, i componenti del collegio sindacale Patrizia Carraro, Giorgio Valentini, Gianpiero Viotti, Maria Paola Di Martino. (m.g.p.)