«Devo riciclarmi a 47 anni»
VIGEVANO. E' uno dei due o tre con qualche capello bianco. Tra tanti giovani appena usciti dall'università, lui racconta la storia amara di chi è uscito dal mercato del lavoro a 47 anni nonostante una laurea ed esperienze professionali di alto livello. Viene da Milano, ha preso il treno per essere a Vigevano alle 13 e aspettare che si apra il portone della Cavallerizza. Preferisce non dire il proprio nome, ma raccontare come e perchè è qui non è un problema: «Due anni fa l'azienda in cui lavoravo ha chiuso, allora eccomi qui, aspirante bibliotecario».
E' laureato in Biologia ed è al suo settimo concorso. «Ho lavorato come informatore medico-scientifico - spiega - poi al laboratorio dell'ospedale San Carlo di Milano. Quindi ho trovato un impiego in un'azienda specializzata nel settore dei prodotti di laboratorio. Io avevo un ruolo dirigenziale come responsabile di una linea di prodotti. Un buon posto in un settore affine al mio percorso di studi e alle mie precedenti esperienze lavorative».
Ma due anni fa tutto cambia. «La ditta ha chiuso - continua - e da due anni sto cercando alternative. In questo periodo ho avuto esperienze come impiegato in diversi settori, ma alla mia età non è facile. Trovare un posto sicuro è difficile anche per un giovane, ma bisogna provarci. Non possiamo arrenderci».
Il concorso indetto dal Comune di Vigevano l'ha incuriosito e interessato anche se le prospettive di lavoro sono diverse rispetto al settore dove finora, prevalentemente, ha percorso la sua strada professionale.
«L'ambiente bibliotecario mi piace molto - afferma - e credo di poter giocare le mie carte. Anche se questi concorsi sono sempre un po' un terno al lotto. Ci sono tanti candidati e in genere per un posto solo, come qui. Ma oggi sono queste le possibilità che si presentano e non possiano lasciarle sfuggire».
Il 47enne biologo milanese non è sposato: «Vivo con mia madre e, a questo punto, devo quasi dire di essere fortunato a non avere il peso di una famiglia da mantenere». Accanto a lui ci sono ragazzi che potrebbero essere suoi figli.
Ma il comune problema della ricerca di un lavoro unisce le generazioni. Cosi il trentenne si avvicina al quarantenne.
Si scambiamo impressioni, esperienze, pronostici sulla prova che li attende. Poi le porte della Cavallerizza si aprono, i candidati entrano e aspettano sui banchi la consegna dei test. «Incrociamo le dita - dice entrando un 32enne al suo quarto tentativo -. Che bello se potessi avere mille euro al mese». (l.g.)