Milano, un Caravaggio a Palazzo Marino
MILANO. Quando si parla della 'Conversione di Saulo", la mente porta immediatamente al capolavoro su tela esposto a tre metri d'altezza nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma. Tutti, chi più chi meno, l'avranno visto almeno una volta, dal vero o riprodotto su un qualsiasi manuale di storia dell'arte. Ma pochi sapranno che di 'Conversione di Saulo" il Caravaggio ne ha dipinte due. L'altra, sconosciuta alla maggior parte, fa parte della collezione Odesclachi-Balbi a Roma ed è uno dei pochi esempi di pittura su tavola del Merisi.
Questo gioiello è uscito raramente allo scoperto, preferendo la solitudine delle 'pareti" degli Odescalchi. Oggi la tela prorompente (237x189 cm) del maestro milanese occupa Palazzo Marino di Milano e invita lo spettatore ad ammirarla da vicino. La 'Conversione di Saulo" trionfa infatti al centro della sala Alessi, a trenta centimetri dal pavimento. 'A questa distanza si è facilmente colpiti dalla ricchezza dei particolari - raccontano i curatori della mostra -, si riescono a vedere le incisioni che servivano al Merisi per fissare e poi dipingere alcuni personaggi". Dettagli venuti alla luce solo nel 2006, dopo un attento restauro. Commissionata nel 1600 da Tiberio Cerasi per la sua cappella in Santa Maria del Popolo, la tavola non viene mai esposta per il dilungarsi dei lavori. Con l'improvvisa morte del cardinale inizia un tortuoso percorso che la conduce in Spagna. Solo un secolo dopo, grazie all'acquisizione da parte della famiglia Balbi di Genova, la 'Conversione" torna in Italia diventando la punta di diamante di una delle più prestigiose collezioni dell'epoca, prima di ricomparire negli anni '50 a Roma, passando lungo l'asse ereditario alla famiglia Odescalchi. 'La Conversione di Saulo - scrive Dario Fo - è uno degli interventi di boicottaggio più pesanti che abbia subito il Caravaggio. Il rifiuto da parte degli originali committenti fu drastico e carico di indignazione. A prima vista non se ne intuisce la ragione poiché l'evento è descritto in modo tradizionale, ma appena si mettono a fuoco i particolari, si scopre in alto, al centro della tela, la presenza di Cristo che sta per lanciarsi contro il disarcionato Saulo. E il futuro santo, scaraventato a terra si copre gli occhi con le mani, per difendersi dalla luce di Dio che lo va accecando". Evidentemente i committenti non potevano accettare un'immagine di condanna tanto esplicita riguardo al santo. (c. arg.)
'LA CONVERSIONE DI SAULO", fino al 14 dicembre, Sala Alessi di Palazzo Marino, Milano. Ingresso gratuito. Orari: 9.30-19.30, giovedi fino alle 22.30. Info: tel. 02 54277; www.eni.it/cultura.