Cataratta, lista di attesa di sei mesi


PAVIA. Per la rimozione della cataratta l'attesa è lunga. Fino a sei mesi. Alla clinica Oculistica del San Matteo le richieste per l'intervento - che viene effettuato in regime ambulatoriale - sono in aumento. Quello della chirurgia del resto è uno dei cardini dell'attività nella clinica pavese, avviato dal professor Angelo Nicolato e rilanciato nel decennio scorso dal professor Ferdinando Trimarchi, scomparso 4 anni fa. A lui è dedicato il Premio che Università e San Matteo consegnano venerdi mattina.
«Anche quest'anno è stato bandito un concorso tra i ricercatori di tutte le scuole italiane di specialità in Oftalmologia - spiega il professor Paolo Emilio Bianchi, primario della clinica -. Sono stati selezionati i tre lavori migliori in tema di cornea».
Venerdi, alle 11, il professor Paolo Rama, direttore della clinica oculistica dell'istituto scientifico San Raffaele di Milano, terrà una lettura magistrale su 'la cheratoplastica alla luce delle nuove tecniche lamellari anteriori e posteriori: indicazioni e risultati". Al San Matteo la ricerca viene applicata all'attività clinico-assistenziale. Grazie anche alla diagnostica che è stata potenziata negli ultimi anni e che richiama pazienti da fuori provincia e da altri ospedali.
E' appunto grazie alla ricerca che la clinica Oculistica pavese ha messo a punto e sperimentato, tra le altre cose, un siero per le lacrime. «Una nuova metodica per trattare le forme più gravi di secchezza dell'occhio» spiega Bianchi. Una lacrima autologa, prodotta utilizzando il siero del paziente stesso. «E sta dando ottimi risultati» chiarisce il primario.
Il filone trapiantologico è ormai consolidato - grazie alla presenza della Banca degli Occhi, fondata e voluta proprio da Trimarchi, che consente di conservare le corneee utilizzate poi per i trapianti - ma a Pavia si stanno seguendo anche altre strade come le terapie innovative per curare la maculopatia e la retinopatia diabetica. Iniezioni intra-vitreali che affiancano la microchirurgia. E poi la terapia per curare i glaucomi, nell'adulto come nel neonato. La retinopatia del neonato è una patologia in crescita, legata al numero maggiore di bambini prematuri che sopravvivono. «Più sono piccoli per età anagrafica e peso, più elevati sono i rischi di sviluppare una retinopatia - spiega Bianchi -. Se non trattati vanno incontro al pericolo di cecità, durante la crescita. E purtroppo alcuni casi non sono trattabili». Dalla clinica oculistica tutte le settimane i medici vanno in trasferta in Patologia Neonatale,
E, quando occorre, operano i piccoli pazienti con il laser.
Nell'unica sala operatoria, con due lettini chirurgici, si avvicendano circa 5mila interventi all'anno. Da lunedi a venerdi, si lavora a pieno regime. Gli interventi per eliminare la cataratta sono circa 2300 ma a livello ambulatoriale: si entra al mattino in ospedale e si torna a casa due o tre ore dopo l'operazione, nelle prime ore del pomeriggio al massimo. E la richiesta, dal territorio ma anche da fuori, è in aumento tanto che la lista di attesa si è allungata e in clinica, con rammarico, fissano appuntamenti anche a sei mesi.
L'attività ambulatoriale rimane un punto nevralgico con oltre 50mila prestazioni all'anno. Il Pronto soccorso a Oculistica, con accesso diretto, è aperto 24 ore su 24.

Maria Grazia Piccaluga