«L'ex Neca diventi un luogo vivo»
PAVIA.Massimiliano Fuksas, architetto di fama mondiale al quale dovrà essere affidato il design per il recupero dell'area ex Neca, spiega di essere stato a Pavia e di avere preso visione dei luoghi. «Si tratta di un'idea interessante - spiega al telefono - un intervento che dovrà essere condotto in scala urbana. Si tratta di creare un luogo per vivere, non una celebrazione del committente, nè di politici o architetti. Perchè alla fine, nella mia professione, quello che conta è sempre tenere presente che si progettano opere nelle quali altri andranno a vivere». Dal suo studio romano, l'architetto aggiunge: «Mi hanno chiesto per lettera se fossi d'accordo, e ho risposto di si. Ho dato conferma in un altro paio di occasioni. Anche se mi pare che vi siano ancora alcuni passi da compiere sul fronte urbanistico».
Il riferimento è alla bonifica dell'area, per la quale non è ancora possibile compiere una valutazione economica attendibile. Nel frattempo, pur essendoci ancora nemmeno uno schizzo, l'opera desta già qualche critica.
In una lettera che abbiamo pubblicato ieri, segretario e vice segretario cittadini dell'Udc sollevano perplessità sull'opportunità di affidare a Massimiliano Fuksas la progettazione del design. E l'architetto romano, interpellato sul punto, non ci sta a passare per il professionista che «cala la sua opera» su Pavia, «aldilà di ogni considerazione» o, peggio, «senza rispetto per la tradizione e l'esigenza» della città.
«Non è mia abitudine intervenire su quanto pubblicato dai giornali - premette Fuksas al telefono - e in ogni caso ciascuno è più che libero di esprimere la propria opinione. Ma in questo caso, mi pare che si parta dalla visione dell'architetto 'di fama" come di uno che pensa soprattutto a sè stesso, opponendogli una specie di 'architetto-vecchio medico di famiglia". Credo sia sbagliato, perchè si ipotizza che il professionista più conosciuto non si guardi intorno. Io vivo a Roma, in un palazzo che ho ristrutturato con cura, può immaginare quale attenzione nutra per la tradizione. La 'nuvola" nella teca al centro congressi dell'Eur l'ho ideata tenendo presente l'asse di Marcello Piacentini, l'ideatore del quartiere. Per la Fiera di Milano ho cercato una scala sulle grandi periferie urbane». «Gli architetti non vanno visti come dei 'criminali" che vogliono fare del male. Forse, quando ero più giovane ci tenevo a lasciare una mia impronta. Ma quando diventi maturo, pensi sempre più che stai lavorando per gli altri. Quando ho progettato delle case, a Milano, poi ho voluto sapere se gli abitanti ci vivevano bene dentro e, soprattutto, se si vendevano. Un coltello può servire a uccidere o a tagliare il pane, di per sè non è buono nè cattivo. E agli architetti credo si possa applicare la stessa similitudine». (f.m.)