Condono flop, mancano 5 miliardi


ROMA.Cinque miliardi e 200 milioni. Ci sarebbe di che tagliare le tasse sulle tredicesime, di che dare una bella spinta alla ripresa dei consumi. Invece sono soldi che non ci sono. Ci dovevano essere, promessi dai contribuenti ravveduti e pentiti, che avevano aderito al condono tributario ideato dal governo Berlusconi nel 2002 (ministro dell'Economia lo stesso di ora, Giulio Tremonti).
Ma alla promessa di pagare non è seguito il versamento dei denari, nonostante siano arrivate le cartelle esattoriali, i ruoli.
Lo ha scoperto la Corte dei conti in un'indagine sugli effetti della sanatoria tributaria. Sul perché non si è pagato e, soprattutto, non si è stati capaci di riscuotere è già annunciata un'altra indagine.
Il piano anticrisi del governo non arriverà questa settimana. «C'è bisogno di altro tempo per mettere a punto le misure», dicono al Tesoro. Tutto slitta a mercoledi 26.
Oggi, invece, preriunione del Cipe in vista del varo, confermato per venerdi, di infrastrutture per 16 miliardi e 600 milioni. Giulio Tremonti, in vista dei bilanci 2009, manda un decalogo alle pubbliche amministrazioni per indicare dove è possibile tagliare e risparmiare, dal riscaldamento alla carta, dai telefonini alle auto blu.
I furbetti del condono.«Il successo amministrativo del condono - dice Giuseppe Mazzillo, oggi magistrato contabile ma per anni alla guida degli ispettori del Secit - pur notevole, appare ridimensionato non solo dai costi amministrativi e di opportunità, ma anche e soprattutto dal fatto che ben 5,2 miliardi dei 26 dichiarati come dovuti dai condonati non sono stati poi versati neppure dopo l'iscrizione a ruolo e la notifica delle relative cartelle di pagamento».
I favoriti dall'euro.Chi scelse il condono? Molte società di capitali e a gestione manageriale del Centro-nord, dice la Corte dei conti. E tutti coloro che avevano avuto vantaggi economici dal passaggio dalla lira all'euro «che si sentivano esposti al rischio dell'accresciuta capacità di contrasto all'evasione da parte dell'amministrazione finanziaria».
Tagliare il personale.20% di dirigenti di fascia alta in meno, 15% in meno di altri dirigenti, 10% in meno di personale con compiti logistico-strumentali. E il ricambio viene sstretto ancora: per ogni 10 persone che vanno in pensione o si licenziano ne potrà entrare una sola.
Più freddo, più buio.«Contenimento delle spese di approvvigionamento di combustibile per riscaldamento e per l'energia elettrica», si legge nelle regole di risparmio inviate da Tremonti alle pubbliche amministrazioni. Dovranno anche essere tagliate del 50% le spese per la carta rispetto al 2007.
Meno cellulari e auto blu.Il telefono cellulare dovrà essere fornito solo a chi deve dare la reperibilità, verranno anche stabilite verifiche a campione sul corretto uso (occhio alle telefonate a casa e amici e agli sms). Resta il taglio del 50% delle spese delle auto blu rispetto al 2004. Meglio pensare a mezzi di trasporto «comulativi», dice il ministro.
Le borse.Il Mibtel chiude a +0,24%, ma i titoli bancari, tranne Intesa, registrano perdite sostanziose. Londra registra un più 1,85%, Parigi un +1,11%.

Alessandro Cecioni