Superpetroliera, il più grosso colpo dei pirati

ROMA. Con i suoi due milioni di barili di petrolio che valgono oltre 100 milioni di dollari, la superpetroliera saudita 'Sirius Star" è nelle mani dei pirati somali. Un sequestro che, avvenendo in acque che distano oltre mille chilometri dalle consuete zone di arrembaggio, sconvolge completamente i piani anti-pirateria di Nato, Ue e Usa. Intanto ieri è stata la volta di un mercantile proveniente da Hong Kong con 36mila tonnellate di frumento.
Fermata al largo di Mombasa (Kenya), la 'Sirius Star" stava puntando verso il Capo di Buona Speranza per raggiungere di li gli Usa, evitando cosi acque pericolose.
Ma i pirati hanno dimostrato di poter agire anche li: qualcuno ipotizza che ci possano essere tra Kenya e Tanzania zone di appoggio e magari anche una cooperazione con il terrorismo islamico. In ogni caso ieri la superpetroliera era all'ancora davanti al porto di Harardere nel Puntland (regione semiautonoma della Somalia).
Lunga 330 metri, e con una stazza di 318.000 tonnellate, oltre al ricco carico che equivale a più di un quarto della produzione quotidiana di petrolio dell'Arabia Saudita, trasporta un equipaggio di 25 persone tra britannici, croati, sauditi e filippini, mentre il capitano è polacco. Il sequestro lontano dal normale campo d'azione della filibusta somala rischia di mettere in crisi l'apparato militare anti-pirateria messo in piedi a inizio ottobre dalla Nato, che smobiliterà a metà dicembre, e dalla Ue, i cui vascelli arriveranno fra un paio di settiman. La missione Nato 'Allied Provider", che agisce sotto mandato Onu e sotto la guida del contrammiraglio italiano Giovanni Gumiero, in poche settimane ha già sventato diversi attacchi. Per la liberazione di navi di stazza media e con carichi normali ormai occorrono almeno un paio di milioni di dollari, inimmaginabile quanto potrebbe essere chiesto per la 'Sirius Star", che opera per il gigante petrolifero saudita Aramco, da ieri in trattativa con i rapitori.
Intanto anche la piccola pirateria non si ferma. Mentre veniva liberata una nave danese sequestrata domenica in Nigeria e la Marina militare britannica consegnava alle autorità keniane otto pirati somali catturati in un'operazione della settimana scorsa, ieri una fregata della Marina tedesca metteva in fuga una banda che stava cercando di impadronirsi di una petroliera britannica al largo della Somalia. Non è andata altrettanto bene al cargo 'Delight" di Hong Kong finito nella rete dei pirati.
Se la 'Sirius Star" è la nave più grande mai presa d'assalto, quest'anno i pirati somali hanno comunque attaccato 90 navi, oltre il doppio di quelle del 2007. Hanno ancora oggi nelle loro mani 16 navi e oltre 250 marinai e finora risultano pagati almeno 100 milioni di dollari di riscatto. Un crescendo che ha visto nei mesi scorsi i Llyod's di Londra riclassificare il golfo di Aden come «zona di guerra», paragonabile, per quel che riguarda premi assicurativi e rischi, a Nigeria e Iraq. (m.v.)