Comuni contro per le centrali
CASTELLO D'AGOGNA.Il Comune di Castello d'Agogna sosterrà il ricorso al Tar per bloccare l'iter di costruzione delle due centrali di Olevano, che sorgeranno a pochi chilometri dal confine tra i due comuni: «Il traffico pesante per portare il combustibile ai due impianti però alla fine graverà tutto sul nostro comune, e per nulla su Olevano - spiega Antonello Grivel, sindaco di Castello d'Agogna - ribadisco che fino al settembre 2008 non abbiamo potuto prendere visione dei due progetti, e non siamo neanche stati convocati alla prima conferenza dei servizi. Ci siamo seduti solo al tavolo della seconda conferenza dei servizi, dove abbiamo chiesto se fosse ancora possibile dire di no ai progetti. Ci è stato risposto che non era possibile, ed allora abbiamo accettato: ma ora, visto che con la Fondazione si apre uno spiraglio per presentare ricorso, lo faremo».
Grivel sottolinea un altro aspetto: «Il proprietario dei terreni su cui dovrebbero sorgere entrambe le centrali non sapeva nulla, è stato interpellato solo il mese scorso, e gli è stato detto che se non avesse accettato di vendere, i terreni sarebbero stati espropriati. E lui, a quanto pare, non ha intenzione di cedere».
Due opinioni diverse, due modi di vedere la questione della costruzione delle due centrali di Olevano diametralmente opposte. Il sindaco che le propone, Roberto Spairani, mette in luce altri aspetti: «I terreni indicati dalla Fondazione per collocare l'ospedale a nostro avviso non sono adatti, e non per le future centrali - spiega - in quell'area infatti dovrebbe passare l'autostrada, il mega elettrodotto della Terna, e già vi passa un elettrodotto da 220 Kw, che ora mi è stato detto sarà spostato da Castello d'Agogna. Ma, nonostante passi anche in territorio di Olevano, non sono ancora stato avvertito». Sulla questione dell'ospedale, Spairani aggiunge: «Sembra che siamo noi ad inquinare la Lomellina, mentre ci sono altri impianti, ad esempio Mortara con la Sit, che avranno un impatto molto maggiore, con un rapporto 1 a 10 rispetto alle centrali che vogliamo realizzare sul nostro territorio. Sul fronte occupazionale, i numeri parlano chiaro: porteranno 30 dipendenti l'una e 10 dipendenti l'altra. Ma non vorrei che, una volta bloccati i progetti, comunque l'ospedale non dovesse sorgere in quella zona per altre motivazioni».
Sull'elettrodotto esistente, chiarisce Grivel: «Abbiamo chiesto lo spostamento del tracciato attuale in cambio della concessione del passaggio sul nostro territorio di quello da 380 Kv. Siamo ancora in attesa di un riscontro da parte di Terna, per ora non c'è ancora nulla di scritto».
Simona Marchetti