General Motors bussa alla porta della Merkel
BERLINO.La General Motors prosegue la sua corsa contro il tempo per evitare la bancarotta e, in attesa di un salvataggio da Washington, è costretta a fare cassa vendendo partecipazioni non strategiche ma, soprattutto, bussa alla porta della cancelliera tedesca Angela Merkel per garantire il futuro della controllata europea Opel. Mentre gli analisti finanziari sono sempre più convinti che la liquidità della Gm è sufficiente per arrivare solo fino al 31 dicembre, il colosso Usa ha rivenduto la quota residua del 3,02% delle azioni che deteneva nella Suzuki Motor allo stesso costruttore giapponese, per 180 milioni di euro. Lo stesso presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, è intervenuto sottolineando che una bancarotta «nelle circostanze straordinarie» che sta attraversando l'economia americana, sarebbe fatale a General Motors.
In attesa dell'approvazione di un piano di salvataggio da parte del Congresso Usa, ieri la Gm ha chiesto aiuto al governo tedesco per assicurare alla controllata Opel le garanzie necessarie allo sviluppo futuro delle attività. La Opel, acquistata dalla Gm nel 1929, quando era sull'orlo della bancarotta, chiede secondo indiscrezioni di stampa garanzie sui prestiti per due miliardi di euro, di cui metà dovrebbero arrivare dal governo federale e metà da quattro regioni. Qualche mese fa, la situazione era ben diversa. Lo scorso aprile, la Gm si era impegnata a finanziare un piano industriale per la sua controllata da nove miliardi di euro entro il 2012, per lo sviluppo di 20 nuovi modelli. Tuttavia, adesso quella promessa sembra quasi impossibile da mantenere. Ma Berlino ha preso tempo. Al termine di un incontro tenuto nella capitale tra la Merkel ed i vertici di Opel e Gm Europa, la cancelliera tedesca ha detto che il governo deciderà entro Natale se concedere o meno le garanzie statali alla Opel. L'aiuto di Berlino, ha sottolineato un dirigente Opel, garantirebbe «il futuro della società in Europa, ma anche i posti di lavoro».