Faravelli, servono subito 250mila euro
STRADELLA. Quarantamila euro subito, altri 250mila entro breve altrimenti una scuola che tra le pochissime in Italia garantisce, dopo il primo diploma alla fine dei corsi triennali, un passpartout quasi sicura verso il mondo del lavoro, dovrà chiudere. E' il problema, urgente, dei corsi per operatori meccanici dell'Ipsia che fa parte dell'Istituto Scolastico Superiore «Faravelli» e che comprende il liceo scientifico di Broni e i corsi per ragionieri, geometri e l'Iti, a Stradella. Questo perché il laboratorio di meccanica, nuovo di zecca, realizzato nell'area del «Faravelli» a Stradella è una vera e propria scatola vuota.
Niente strutture e niente macchinari. «L'attuale e vecchio laboratorio di via Marconi - dice il dirigente scolastico Teresio Nardi - non sarà più usufruibile perchè in contrasto con diverse norme». Insomma, bisognerebbe far funzionare quello nuovo, ma il conto è salato: più o meno 300mila euro. «In verità, recuperando due vecchi torni e limitando all'essenziale la prima dotazione - aggiunge Nardi, ne basterebbero, per ora, circa 40mila euro». L'appello lanciato un paio di mesi fa ad enti, associazioni di categoria e privati, però, complice forse anche il periodo di crisi, sin qui è caduto nel vuoto. L'altra sera, a Stradella, con la partecipazione del senatore Daniele Bosone, del sindaco di Stradella, Pierangelo Lombardi, dell'assessore alla pubblica istruzione, Cristina Covini e del suo omologo di Broni, Ernesto Bongiorni nonchè della dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, Anna Angelici, si è discusso proprio di questo. Riconosciuto da tutti che il «Faravelli» è una concreta e positiva realtà di una scuola che funziona, con un aumento di oltre 100 iscritti, fra Broni e Stradella, negli ultimi due anni fino a raggiungere quota 840, i corsi Ipsia che fanno parte dello stesso istituto riguardano circa 170 alunni, l'80% dei quali extracomunitari o figli di extracomunitari. «Un ottimo esempio di integrazione, rileva Nardi, ma senza risposte immediate ed entro pochi giorni, inevitabilmente sarò costretto a non prendere in considerazione le pre-iscrizioni per l'anno prossimo». Non corrono rischi i corsi di elettronica: il laboratorio, in questo caso, esiste già, ma costava solo 25mila euro. Diverso il caso del laboratorio di meccanica, più oneroso da mettere in funzione. Cosa fare? Il sindaco di Stradella, Pierangelo Lombardi ha prospettato una soluzione, seppur da valutare, simile a quella applicata per trovare fondi per la sede della Cri: il Comune, in sostanza, potrebbe ottenere un mutuo, da girare alla scuola alla quale però, competerebbe l'onere del rimborso della rata. Il senatore Bosone richiama un punto: «La valenza di certe scuole come il Faravelli giustificano l'adozione di particolari criteri per dotare la scuola stessa, delle strutture necessarie ad essere totalmente e pienamente operativa, personalmente, ha aggiunto, mi farò portavoce dell'esigenza presso le varie realtà industriali presenti sul territorio provinciale». Anche se assente all'incontro dell'altra sera per altri motivi istituzionali, il presidente della Provincia, Vittorio Poma, ha fatto sapere di sostenere l'appello lanciato dalla scuola pur tenendo conto delle difficoltà di bilancio». «Una necessità, altrimenti sarebbero vani tutti gli sforzi fatti per arrivare a un unico polo scolastico superiore», ha sottolineato Lombardi.
Pierangela Ravizza