Motta Visconti, ancora due colpi nella notte

MOTTA VISCONTI.I ladri hanno colpito ancora. Negli scorsi giorni altre due abitazioni sono state infatti «visitate». Entrambi i furti in tarda serata. Ad essere presa di mira anche l'abitazione della figlia del promotore del Referendum sulla sicurezza, il consigliere di minoranza Primo De Giuli. Ed è proprio il rappresentante dell'opposizione a raccontare la dinamica del furto. «Erano le 18 di mercoledi quando nell'appartamento di mia figlia, in via Conti, è suonato l'allarme, disattivato quasi subito dai malviventi. Fortunatamente l'apparecchio è collegato con il telefono e cosi siamo stati avvisati. Mia moglie è andata subito a casa di mia figlia, che non era in casa, e ha visto due uomini molto giovani allontanarsi con un televisore in mano. Ha riconosciuto l'auto e preso la targa, tutti elementi che abbiamo poi fornito ai carabinieri di Motta Visconti, giunti sul posto circa un'ora dopo. A quel punto mia moglie è entrata nell'appartamento dove erano stati prelevati solo pochi oggetti: accendini in argento, zippo da collezione e una spilla d'oro. Al bottino bisogna aggiungere i danni alla struttura. Una finestra forzata, oltre all'apparecchio che regola il riscaldamento». De Giuli denuncia: «Non è certo un caso isolato. Spesso la gente non denuncia neppure i furti. Sono sempre più convinto che il pacchetto-sicurezza progettato dalla minoranza sia più che mai necessario». Ha appena subito un furto anche un'altra mottese: ta Visconti ha bisogno di un maggior control«Nella notte tra mercoledi e giovedi - spiega A.F., residente in via del Cavo - io e la mia famiglia siamo stati disturbati nel sonno da rumori sospetti. Erano circa le 3.30 quando abbiamo sentito forzare la porta d'ingresso, che è ulteriormente blindata all'interno. Mio marito è corso immediatamente al piano terra e ha visto due uomini proprio davanti al cancello di casa. I due ladri, sono poi scappati a piedi. Solo allora ci siamo accorti che sotto il porticato, dove mio figlio l'aveva parcheggiata, non c'era più la sua moto, del valore di 8mila euro. Il mattino seguente - conclude la donna ancora molto turbata - mentre stavo andando nella caserma di Motta per la denuncia ho trovato abbandonata in via Fiume la moto di mio figlio. Probabilmente non sono stati in grado di farla partire perché non avevano le chiavi».
Marina Rosti