Bimbo comprato, chiesti 3 anni di carcere


OLEVANO. Pur di avere un figlio avevano fatto carte false. All'anagrafe avevano iscritto come proprio il bambino nato da un'altra coppia. Il pubblico ministero ha ora chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi ciascuno per il 34enne Ion Lucan e la moglie 38enne Mariana Bradu. I coniugi di origine romena, residenti a Olevano, hanno negato di avere comprato il bambino per 500 euro, ma hanno ammesso di avere alterato i dati al momento di iscrivere il piccolo nei registri anagrafici di Milano.
La coppia è infatti accusata di alterazione di stato. Più pesante la posizione di Narcisa Nicolae, 20 anni, la madre naturale del bambino, e del cugino Leonard Nicolae, 25 anni, entrambi ospiti di campi rom alla periferia di Milano. I due avrebbero ceduto il neonato, venuto alla luce il 9 dicembre scorso, ai coniugi Lucan, desiderosi di avere un bambino. Per Narcisa Nicolae e il cugino il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 9 anni e 6 mesi. Il legale dei coniugi Lucan, l'avvocato Fabrizio Aronica, ha chiesto per i propri assistiti il minimo della pena per il reato di alterazione di stato e l'assoluzione dalla contestazione di riduzione in schiavitù. Per quest'ultimo reato, del resto, anche il pubblico ministero, nella sua requisitoria, ha chiesto di assolvere Ion Lucan e la moglie ritenendoli invece responsabili solo di aver falsificato i dati anagrafici. Non è cosi invece per gran parte dei 32 imputati coinvolti nell'inchiesta che ha dato vita alla maxi-udienza preliminare in corso al tribunale di Milano, che ieri ha vissuto solo uno dei tanti capitoli prima di arrivare alla sentenza, prevista per il 18 dicembre. Il procedimento è nato infatti da un'inchiesta della procura di Milano sullo sfruttamento di minori di origine rom. La coppia abitante ad Olevano è da tempo integrata nella comunità. Il marito, prima di essere arrestato lo scorso maggio insieme alla moglie, lavorava in una ditta di Valle. Nell'inchiesta sono stati coinvolti non perchè accusati di sfruttare minori, ma per la vicenda legata alla presunta vendita del neonato e all'alterazione di stato. Ion e Mariana Lucan sono attualmente detenuti, ma l'avvocato presenterà presto istanza di scarcerazione.
Il bambino, dopo l'arresto della coppia, era stato accolto in una comunità protetta. Ora è stato dichiarato adottabile. «Non hanno comprato il bambino - dicevano i parenti dei coniugi Lucan quando la coppia era stata arrestata dalla polizia -. Desideravano tanto avere un figlio e la madre naturale, che non era in grado di mantenerlo, lo aveva affidato a loro. Ion Lucan e la moglie lo tenevano in attesa di perfezionare l'adozione». Il processo continuerà ora con le udienze del 5, 9 e 18 dicembre.

Lorella Gualco