«Gli immigrati sono una risorsa del Paese»

ROMA. Per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i «nuovi cittadini» sono un fattore di freschezza e di forza per la nazione italiana. Per Gianfranco Fini siamo un paese che sempre più si confronta con il tema dell'immigrazione e con il problema dell'integrazione, il cui anello ultimo è la cittadinanza.
Dal capo dello Stato e dal presidente della Camera vengono accenti consonanti su un tema che sta dividendo la maggioranza. Al Senato, un emendamento della Lega alla legge sulla sicurezza propone di bloccare per due anni il flusso di immigrati. Ma Fini replica a Bossi e alla Lega che il blocco «sarebbe paradossale perché aumenterebbe il lavoro nero, ma sarebbe anche sbagliato».
Il capogruppo leghista Federico Bricolo non vuole solo il blocco. Aggiunge altre idee: i medici devono segnalare i clandestini che chiedono di essere curati in una struttura pubblica; ci vogliono dieci anni di residenza in Italia per poter accedere alle case popolari. Un ordine del giorno leghista chiede di portare da 24 a 48 ore il fermo di polizia contro gli immigrati.
Livia Turco del Pd ha chiamato «ciniche e barbare» le proposte dei senatori leghisti, mentre ha definito «pacate, sagge e lungimiranti» le parole di Napolitano. Niente «vecchi pregiudizi», dice il presidente dal Quirinale, durante una cerimonia di benvenuto ai «nuovi cittadini». Si tratta di trovare il modo migliore per inserire nella vita del paese questa «nuova linfa». Negli ultimi dieci anni, il numero degli stranieri si è triplicato. Niente innesti frettolosi, artificiali e fragili. E netta distinzione fra immigrazione legale e quella illegale, ma nel pieno rispetto dei diritti umani. Rendere possibile la più feconda a pacifica convivenza con gli stranieri e «l'accoglimento di un numero crescente di nuovi cittadini». Affermare, contestualmente, «diritti e doveri».
Roberto Maroni, presente alla cerimonia del Quirinale, ha dato la sua visione del problema immigrati. Prima di prendere la cittadinanza, devono conoscere storia e lingua del paese che li ospita. Niente «valutazioni superficiali». Non è solo questione di sicurezza: «La maggiore integrazione possibile in condizioni sostenibili»; la cittadinanza come «traguardo di un percorso reale di integrazione». Il ministro Sacconi ha espresso «totale condivisione» e ha detto che il flusso deve essere concentrato su «badanti e alte professionalità».
Il cardinale Renato Raffaele Martino ha espresso il consenso vaticano per il Quirinale, dicendo di essere «pienamente d'accordo» con Napolitano: «Gli immigrati non sono un peso». Le Acli hanno espresso «gratitudine» per Napolitano e «soddisfazione» per Fini. Un si a Napolitano è venuto anche dall'Ugl, che considera «controproducente» il blocco dei flussi. Rifondazione comunista chiede a Napolitano di non firmare, quando sarà approvata, la legge sulla sicurezza, connotata da «razzismo di Stato».