Voghera, trema la panchina


VOGHERA. «Non replico, chiarirò tutto a voce con il presidente». Firmato: Claudio Lombardo. Il giorno dopo le esternazioni del patron rossonero Ascagni, che ha ribadito le accuse al mister per il dietrofront sulla formazione da schierare nel derby d'Oltrepo (in quella comunicatagli sabato c'era suo nipote Lorenzo, assente nell'undici poi mandato effettivamente in campo), il tecnico di Casei preferisce glissare. Il confronto, se ci sarà, sarà a porte chiuse, in sede. Ma intanto si moltiplicano i sussurri e le grida attorno alla panchina del Voghera, che appare sempre più traballante, non solo per i risultati, ma anche e soprattutto per il gelo fra Ascagni e Lombardo.
Spieghiamo meglio: non si può dire che il Voghera, fino a questo punto, abbia deluso. In fondo, ha incassato una sola sconfitta (oltre a quella rocambolesca in Coppa Italia con il Crociati Noceto) ed è staccato di sette lunghezze, non di un'eternità, dalla capolista Renate. E' ancora in corsa, dunque, per il traguardo grosso della promozione in Seconda divisione: difficile da raggiungere, ma non impossibile. Il fatto, però, è che Ascagni ritiene di avere messo a disposizione di Lombardo un materiale umano eccellente, un organico sontuoso - basti pensare a quel Lomi confinato in tribuna e al La Cagnina in panca di domenica scorsa - che dovrebbe tradursi in bel gioco e in un andamento da rullo compressore in campionato che finora è mancato. Proprio per questo, il mister e con lui tutta la squadra sono sotto esame da qui allo scontro diretto con il Renate del 7 dicembre. Ed è chiaro che, se dopo quel confronto-chiave, il Voghera si ritroverà irrimediabilmente tagliato fuori dalla lotta per il primato, certe scelte drastiche finora sempre negate a parole (a parte il riferimento alla «fila di allenatori che bussano alla porta...»), potrebbero diventare inevitabili.
Nei boatos dei tifosi, è già cominciato il toto-panchina. E non è certo sfuggita la presenza in tribuna, al derby, di Paolo Chierico, il tecnico pavese attualmente in cerca di sistemazione. «Io al Voghera? Ma no, domenica ero al Comunale perchè sono amico di Sangiorgio (mister del CasteggioBroni), cosi come domenica prossima sarò a Montichiari, di cui conosco il direttore sportivo - precisa lo stesso Chierico - I rossoneri mi sono sembrati una buona squadra, attrezzata per competere ai massimi livelli, anche se mi pare che in estate la dirigenza avesse parlato di un programma triennale. Ma si sa che l'appetito vien mangiando». Non è sfuggita neppure la comparsata di Massimo Londrosi, ex diesse del Pavia (oggi insegna lettere al liceo di Vigevano e fa il consulente calcistico), ma l'ipotesi di un ticket Chierico-Londrosi in procinto di approdare in rossonero sembra, francamente, fantascienza. Anche se i nodi del tormentato rapporto Ascagni-Lombardo (scelte di formazione, scelte di mercato, passate e future, gioco e risultati della squadra) sono ancora tutti irrisolti, e Lombardo ha una sola strada per resistere in sella: vincere, sempre e comunque.

Roberto Lodigiani