Juve, non c'è solo Del Piero
TORINO. Non solo punizioni fantastiche, ma anche influsso benefico sui compagni. Claudio Ranieri benedice il Del Piero in versione taumaturgica. Ma aggiunge con orgoglio: «Un campione non basta a fare una squadra. Noi ci siamo, eccome». La vigilia di una partita difficilissima per i bianconeri, quella con il Genoa, si consuma ancora sull'argomento dell'anno, la straordinaria abilità balistica di Alex. Ma Ranieri aggiunge che il valore del capitano va ben oltre il tasso tecnico: «E' un punto di riferimento importante per i compagni, che li fa essere positivi. Mi ricordo di Palanca, quando giocavo io».
Una squadra, la Juventus, che si sta ritrovando anche nell'organico. Recupera Marchisio (in panchina) e Camoranesi finalmente dovrebbe essere pronto al rientro, anche se part time: «E' vero, sia a Madrid che a Verona mi ha detto che ancora non se la sentiva di rientrare. Però l'ho visto particolarmente voglioso, si è fermato dopo la fine dell'allenamento per un surplus di lavoro». Parlare di turnover forse è troppo (sono ancora fuori Buffon, Trezeguet, Zanetti, Zebina, Salihamidzic e Poulsen), ma Ranieri deve pensare anche all'Inter, fra dieci giorni. Il tecnico non lo dice, ma si intuisce che gli scoccia assai questo anticipo a giovedi, con tre giorni preziosi in meno per recuperi importanti: «Va bene cosi. Quest'anno è successo di tutto...», si limita a commentare. Sta di fatto che le novità non saranno molte: al massimo riposa Mellberg con il ritorno di Grygera, rientra Nedved per De Ceglie, che potrebbe avvicendare Molinaro e ritorna Amauri accanto a Del Piero. Iaquinta è pronto a dare fiato al capitano a partita in corso. Il Genoa incute grande rispetto, se non qualcosa in più: «E' una squadra che ha meccanismi collaudati, sa chiudersi bene e riaprirsi altrettanto bene. Ci vorrà una grossa prestazione, stiamo bene entrambi».
«La gara con la Juve sarà il nostro esame di maturità, a prescindere dal risultato». Giampiero Gasperini non si nasconde e alla vigilia della sfida con i bianconeri toglie la maschera alle ambizioni del suo Genoa rivelazione del campionato. Ben sapendo che forse si tratterà addirittura dell'esame di laurea, anche perchè sinora in trasferta la sua squadra ha raccolto molto meno che in casa. «La Juve - prosegue l'allenatore rossoblu - gioca per scalare la vetta, noi per mantenere la posizione. Oggi come oggi saremmo fuori da un posto per l'Europa, con quanto di buono abbiamo combinato sinora. Giusto per rendere l'idea di quanto il campionato sia difficile, livellato». Per quanto riguarda la formazione, in difesa tornerà Criscito dal 1', mentre Biava ha recuperato ed è stato convocato. Sono rimasti a casa, invece, Milanetto, Mesto, Modesto, oltre a Paro.