Iraq, uccise due sorelle cristiane
BAGHDAD.Continua la caccia ai cristiani nella città settentrionale irachena di Mossul: ieri due donne - due sorelle - sono state assassinate a sangue freddo da un commando che ha fatto irruzione nella loro casa. E' stata una vera e propria esecuzione mirata. E non solo: anche la loro madre è stata ferita dagli assalitori, che prima di andarsene hanno piazzato una bomba, poi esplosa all'arrivo dei soccorritori, uccidendo due poliziotti e ferendone alcuni altri.
Da mesi Mossul è al centro di una campagna scatenata contro i cristiani con omicidi, aggressioni, minacce e intimidazioni, che hanno indotto nelle settimane scorse almeno 13-15 mila persone alla fuga dalla città. Un esodo.
«Si stima che più di 2.200 famiglie, pari a circa 13mila persone, siano fuggite da Mossul. Si tratta di più della metà della popolazione cristiana di Mossul», ha affermato già due settimane fa l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).
Nei giorni scorsi oltre 700 famiglie avevano deciso di tornare alle loro case, rassicurate dalle autorità, compreso il premier Nuri al Maliki, che avevano promesso una maggiore protezione. Ma il duplice assassinio di ieri, «l'esecuzione mirata», le spingerà a fuggire di nuovo, ha detto una fonte locale citata dall'agenzia AsiaNews, affermando che si tratta di un fenomeno che rientra in «un gioco politico».
Intanto due soldati americani sono stati uccisi e altri sei feriti da un soldato iracheno che ha aperto il fuoco contro di loro.
Il soldato iracheno ha sparato con una mitragliatrice contro una pattuglia americana nella zona di Zinjili, nel centro di Mossul, dopo che «un soldato americano lo aveva picchiato davanti alla gente», ha riferito una fonte di polizia. Il soldato iracheno è stato poi ucciso sul posto dai soldati della pattuglia americana.