Scuola, per le graduatorie vince il «fai da te»
PAVIA. Almeno cinquanta reclami solo a Pavia, più di ottanta in tutta la provincia, su errori nelle graduatorie di istituto per il personale Ata, composto da collaboratori scolastici, tecnici e amministrativi. Le graduatorie sono provvisorie, ma saranno definitive a fine mese. Molti gli errori, come denuncia la Uil Scuola, che ha raccolto le segnalazioni: «In alcune scuole sono stati valutati titoli di studio che invece non andavano valutati o sono stati assegnati punteggi diversi da una scuola all'altra per lo stesso periodo di servizio». Il controllo sulle graduatorie interne spetta ai dirigenti scolastici, nel rispetto dell'autonomia. L'ufficio scolastico provinciale, però, ricevute le segnalazioni, ha comunicato nuovamente alle scuole le regole da seguire per i punteggi, cosi da evitare gli errori nelle graduatorie definitive.
Per reclutare il personale Ata ci sono graduatorie di istituto, dette di «terza fascia». Le domande vanno presentate alle scuole e si fa una graduatoria, che tiene conto dei titoli di studio e degli anni di servizio: «Sono stati valutati titoli di studio non validi - spiegano Luigi Verde e Luigi Piccoli della Uil Scuola -. Anche gli anni di servizio sono stati valutati diversamente da una scuola all'altra». «A me non era stato valutato un anno di servizio - spiega una collaboratrice scolastica - a scuola mi avevano detto che era tutto giusto, ma ho presentato i documenti e quindi mi hanno dato il punteggio che mi mancava. Io lavoro già e ho fatto la domanda per migliorare la mia posizione, ma non è giusto per chi conta su questo lavoro».
«Ci sono 68 scuole e 68 interpretazioni diverse - spiegano dal sindacato - Avevamo chiesto a luglio all'ufficio scolastico di organizzare degli incontri per dare indicazioni sulla normativa, ma l'ufficio non ha voluto. Ora abbiamo chiesto di fare dei controlli, ma ci hanno risposto che non possono per l'autonomia dei dirigenti scolastici».
L'ufficio scolastico provinciale (Usp) chiarisce il problema: «Abbiamo scritto alle scuole perché vengano riviste le graduatorie - spiega Anna Angelici, dirigente dell'Usp - Si stanno rivedendo alcuni casi, sia su nostra segnalazione sia su reclamo delle persone che portano dei documenti». Perché spesso si tratta di errori dovuti alle autocertificazioni. Un esempio: se chi compila la domanda si limita a segnalare di avere un diploma, ma non specifica il punteggio non viene valutato correttamente. Altro esempio: se si dichiara di aver lavorato un anno in un certo posto, questo non dà diritto a punteggio. Bisogna specificare da che giorno a che giorno». Nella lettera alle scuole - la terza, dicono dall'Usp - vengono ribaditi i criteri della normativa. E su possibili controlli dell'Usp? «Il capo d'istituto è responsabile della valutazione, i dirigenti sono autonomi - spiega la dirigente - quindi non esiste un nostro controllo. Ma, visti i problemi segnalati, abbiamo ribadito i criteri di valutazione». Dal giorno della pubblicazione delle graduatorie provvisorie uscite il 27 ottobre, ci sono stati dieci giorni per presentare le segnalazioni alle scuole, ma quando la graduatoria sarà definitiva i reclami andranno fatti al Tar.
Marianna Bruschi