IL GIARDINO SEGRETO E L'ANIMA DI PAVIA

(segue dalla prima)
Un tesoro che i pavesi chiamano semplicemente serra Poggi e che gli storici ci dicono essere stato il cuore verde della reggia di Teodorico.
Quel giardino - è la voce che si rincorre in questi giorni in città - è in pericolo. Si racconta di parcheggi sotterranei che si vorrebbero costruire anche li, dopo i lavori già avviati alla base della vicina collinetta di San Primo.
Favole da esorcizzare in un luogo di fiaba che ha ispirato qualche anno fa un fortunato romanzo per ragazzi (autrice Lucia Torti) nel quale un gruppo di ragazzini agguerriti salvava da sicura speculazione proprio la serra del fioraio Poggi.
Paure e favole che da un libro oggi riemergono a turbare la realtà. E' vero, l'assessore all'urbanistica Franco Sacchi rassicura e promette «quel giardino non si tocca». Eppure sono sempre più frequenti le voci di associazioni e di cittadini che temono per Pavia, che sono preoccupati di vedere scomparire tracce importanti, seppur nascoste e trascurate, dell'anima più autentica della nostra città. Sono allarmi che invitano a vigilare di più e meglio. Che sollecitano anche politici e amministratori e non distrarsi. Che dovrebbero obbligare tutti a conoscere sempre meglio la storia della nostra città.
Solo ieri su queste pagine la storica dell'arte Luisa Erba ci ricordava che nel giardino del re c'è ancora parte della chiesa romanica della Mostiola e che proprio li sotto ci sono certamente resti della Pavia longobarda e romana.
E proprio come nei giardini degli antichi monasteri ecco la grande vasca da cui attingere l'acqua per l'irrigazione: che sia la stessa «acqua molto salubre e digeribile» che Bernardo Sacco (una via lo celebra a pochi passi da li) aveva visto alla fine del 1500? Il giardino ha ancora le sue magie. L'anima di Pavia è viva anche li. Non uccidiamola.
Pierangela Fiorani