Ue, le nuove regole del sistema finanziario
BRUXELLES. L'Europa, unita sul fronte economico, detta le cinque regole d'oro per la riforma del mercato finanziario mondiale. Si va dalla registrazione delle agenzie di rating alla lotta ai paradisi fiscali. Sotto la spinta del presidente francese Nicolas Sarkozy al G20 in programma a Washington sabato prossimo, i rappresentanti europei faranno da portavoce anche dei Paesi dell'Unione che non sono stati ammessi al tavolo dei grandi. E chiederanno che le nuove regole dell'economia mondiale, la nuova Bretton Woods, siano pronte in 100 giorni. Dopodiché ci sarà la convocazione di un nuovo summit al quale parteciperà anche Barack Obama, a quel punto (si parla di fine febbraio) già insediato alla Casa Bianca.
Nel documento finale non si parla di «governo europeo dell'economia» perché su questo la Germania non avrebbe ceduto, ma di «concertazione efficace nelle politiche economiche che ciascun stato mette in campo per far fronte alla situazione attuale».
Sarkozy cede alla Spagna uno dei due posti di cui disponeva nel G20, uno come appartenente al G8 e uno come presidente di turno della Ue, e dice che si adopererà per far partecipare alla riunione anche l'Olanda, sedicesima economia del pianeta. Sono azioni di diplomazia che spianano la strada all'approvazione unanime del documento finale.
«L'epoca in cui un solo Paese e una sola moneta decidevano l'economia mondiale è finita il 17 settembre, quando ci si è presi la responsabilità di far fallire una grande banca (Lehman Brothers ndr) senza chiedere il nostro parere», dice secco il presidente francese. Non solo, aggiunge, quando a Bretton Woods furono scritte le regole dell'economia mondiale c'era una sola moneta, ora non è più cosi.
L'euro impone - fa capire Sarkozy - che l'Europa partecipi attivamente alla riscrittura dei principi economici mondiali, anzi, che possa dettare la scaletta da seguire per approvarli. «L'unità dei capi di stato e di governo europei nel coordinare le risposte alla crisi finanziaria - dice il documento - è stato un fattore decisivo di reattività e efficacia. Ora che dobbiamo elaborare delle soluzioni di lungo termine per riformare il sistema finanziario internazionale, riaffermiamo la nostra volontà d'operare uniti». E' in questa logica che si è deciso di aumentare da 12 a 25 miliardi di euro la dotazione del fondo di sostegno per stati membri in difficoltà (l'Ungheria è l'ultimo beneficiario con 6 miliardi e mezzo).
I principi intorno a cui deve ruotare la riscrittura delle regole mondiali dell'economia - dicono i 27 Paesi dell'Unione europea - sono la lotta ai paradisi fiscali e legali, la responsabilità e la trasparenza, la misurazione dei rischi per poter prevenire le crisi. Infine il Fondo monetario intenazionale dovrà avere un ruolo centrale in una «architettura finanziaria più efficace».
Questi i principi, poi ci sono le cinque regole pratiche da mettere in campo da qui a febbraio. Prima: l'obbligo di registrazione delle agenzie di rating e la loro sottomissione alla sorveglianza e alle regole di gestione. Seconda: la convergenza delle norme contabili e la revisione dell'applicazione nel dominio finanziario della regola del giusto valore.
Al terzo punto ci sono i paradisi fiscali e legali. Nessun segmento del mercato, nessun territorio, nessuna istituzione finanziaria potrà sottrarsi a una regolazione proporzionata e adeguata o, almeno, alla sorveglianza. «Possiamo chiedere alle banche - spiega il presidente Sarkozy a proposito delle misure da adottare contro i paradisi fiscali - che un transfert sia segnalato alle autorità di supervisione e controllo, non possiamo invece chiedere che vengano dati in pasto al pubblico i dati sul conto di ciascuno».
Seguono l'applicazione di un codice di comportamento per evitare rischi eccessivi nell'industria finanziaria e il ruolo del Fondo monetario internazionale e del Financial Stability Forum (presieduto dal governatore di Bankitalia Mario Draghi) nel raccomandare le misure necessarie per restaurare fiducia e stabilità nel sistema.