«Lezioni con eccellenze pavesi e più sinergie con Csi e Pgs»

Paolo Chiodi è nato 43 anni fa a Mede, dove risiedo, e lavora come tecnico alla raffineria di Sannazzaro. Fino al dicembre 2007 è stato direttore sportivo a Sannazzaro.
Chiodi, come si può invertire il trand della riduzione dei club provinciali?
«Bisogna portare il volley nelle scuole, soprattutto dove non ci sono sinergie tra Comuni e società. L'obiettivo è coinvolgere i genitori, oltre che i bambini, cosi da favorire la nascità di nuove società. E poi dobbiamo sviluppare le sinergie con gli enti di promozione sportiva che organizzano dei tornei di volley, cioè Csi e Pgs (Polisportiva giovanile salesiani), per arrivare a dei campionati unici cosi da non disperdere risorse umane ed economiche».
Tante sono le società che si occupano di giovanili, ma ognuna per sé, cosa si può fare per unire le forze?
«Qualche esempio virtuoso c'è, ad esempio Rivanazzano ha scambiato il suo diritto di C con uno di D per ripartire con una squadra di under 20 che è prima in campionato. E Sannazzaro, quando ha perso lo sponsor per fare la B2, ha deciso di ripartire dalla Terza divisione e di collaborare con Rivanazzano. La Fipav provinciale deve aiutare le società che imboccano la strada della collaborazione».
I risultati deludenti delle prime squadre in B2 e C dimostrano che ci sarebbe bisogno di alimentare il ricambio generazionale, come si inverte la rotta?
«Non mancano le atlete della generazione di mezzo tra le giovani e le trentenni, ma quelle brave sono una per angolo per cui bisogna creare sinergie per metterle in contatto. La soluzione però non è far chiudere le società piccole per dare le atlete migliori ai club grandi, ma fare in modo che chi ha le potenzialità economiche aiuti gli altri per arrivare a una qualificazione del movimento provinciale».
Non crede che ci sia un problema di scarsa qualità degli allenatori?
«La riqualificazione deve essere totale e per riuscirci non bastano i corsi di aggiornamento. Vogliamo far crescere i dirigenti, gli allenatori e i giocatori. La nostra proposto è di organizzare giornate di formazione utilizzando le tante e qualificate risorse pavesi: dalla Riso Scotti al tecnico pavese Luca Monti (a Crema in A2, ndr), dal casteggiano Giuseppe Vinci, scoutman della nazionale, alla vigevanese Angela Bocca, eletta miglior giocatrice ai tricolori di beach volley».
La Riso Scotti è in A1, ma non si è creata ancora quella sinergia auspicata in estate tra Pavia e le altre realtà, come mai?
«L'A1 è risorsa che questa provincia non deve disperdere. Come si fa? Con la disponibilità di chi ha le competenze per far crescere i piccoli club e creare una rete che faccia sviluppare il movimento attorno al club che milita in A1. E poco importa che sia la Minerva volley o un'altra società. Se condividiamo questo principio significa che abbiamo lasciato alle spalle i preconcetti che ci facevano stare ognuno per sè e che possiamo trovare insieme delle soluzioni». (cla.mal)