Poste in tilt, quotidiani bloccati per un giorno

PAVIA. Giornali in abbonamento bloccati nel centro che dovrebbe smistarli. E' accaduto l'altro giorno, ma sembra sempre più frequente. Il centro di smistamento postale è quello di Peschiera Borromeo, dove lavorano 1.400 persone e dove viene smistata anche la posta diretta a Pavia e provincia. Martedi i pavesi non si sono visti recapitare i quotidiani: sono arrivati il giorno dopo, ormai superati. «Ma il problema è anche la carenza di personale - sottolinea Giacomo De Lorentis, del sindacato comunicazione Poste-Cgil -. In provincia di Pavia mancano 40 postini».
Ancora non è chiaro cosa sia accaduto a Peschiera Borromeo. Di certo c'è che il problema del blocco dei quotidiani si ripete spesso di martedi e mercoledi. «I centri locali sono stati smantellati circa quattro anni fa per fare spazio al centro di Peschiera, per il quale lavorano 1.400 persone - spiega De Lorentis -. Li viene lavorata tutta la corrispondenza della Lombardia. Non si sa quale disguido si sia verificato, forse i giornali sono finiti altrove, per poi tornare indietro».
Secondo la Cgil resta il problema della mancanza di personale. «A luglio si sono stabilizzati in tutta Italia circa 27mila lavoratori prima che subentrasse il decreto del governo - spiega De Lorentis -. Ciò quindi ha portato a nuove immissioni di personale, tuttavia in provincia mancano ancora portalettere per sostituire le assenze: ne servono una quarantina per riuscire a garantire la corrispondenza e non caricare in modo straordinario chi è in servizio. A Pavia, centro che dovrebbe distribuire personale nei paesi vicini, come S. Genesio e Certosa, servirebbe una decina di portalettere».
Periodicamente le Poste suppliscono con assunzioni trimestrali: il 3 novembre scorso ne hanno fatte 23 in tutta la provincia. Ma secondo il sindacato non sono sufficienti: «Perchè sia in città che in provincia sono aumentate le abitazioni - rileva il segretario comunicazione Poste Cgil -. Nel Sud milanese-Nord pavese, ad esempio, gli utenti sono cresciuti parecchio. Ciò comporta un aumento dei carichi di lavoro, però con l'impiego dello stesso numero di postini. Senza contare il fatto che il personale è stato impiegato anche per distribuire le Pagine gialle. Il problema è che chi ha organizzato il lavoro non sta dando le risposte dovute all'utenza, cosa seria se pensiamo alla liberalizzazione dei mercati postali prevista nel 2011».
Infine c'è la questione delle moto. «Abbiamo denunciato più volte all'azienda l'insicurezza degli scooter 125, perchè sono pesanti, e lo diventano ancora di più se vengono caricati di posta - conclude De Lorentis -. Quest'anno abbiamo contato 7 postini morti in Italia e un aumento degli infortuni dovuti a cadute con automezzi. La sicurezza deve essere al centro dell'attenzione».