In Parlamento la Finanziara «blindata»
ROMA.Il governo blinda la finanziaria che arriva in Aula alla Camera senza che la commissione Bilancio possa modificarla di una sola virgola. E immediata scoppia la protesta dell'opposizione. Con frizioni che si registrano anche nella maggioranza. Silvio Berlusconi, infatti, dice da Mosca che «c'è molta difficoltà a capire che l'assalto alla diligenza è finito». Mentre il presidente della Camera Gianfranco Fini replica: «Tra l'assalto alla diligenza e il far discutere il provvedimento c'è una bella differenza». All'opposizione la blindatura della finanziaria non piace e guarda con una certa preoccupazione anche al fatto che il governo possa ricorrere al voto di fiducia. Cosi facendo, accusa Massimo D'Alema, si calpestano i diritti del Parlamento e la Costituzione. «E' la prima volta nella storia della Repubblica - incalza Michele Vietti (Udc) - che la legge finanziaria approda in Aula nello stesso identico testo uscito dal consiglio dei ministri».
Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, in mattinata, dichiara che il passaggio senza modifiche del testo, dalla commissione all'Assemblea, può considerarsi senza dubbio «un'anomalia». Un'anomalia che potrebbe diventare un fatto «politicamente deprecabile» se il governo dovesse calcare ulteriormente la mano ricorrendo alla fiducia. «Si toglierebbe al Parlamento - sottolinea Fini - il diritto-dovere di esaminare, il diritto-dovere di emendare e di assumersi le proprie responsabilità attraverso il formarsi di maggioranze su questo o su quell'argomento».
«Persino Fini - osserva il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa - ha denunciato la gravità e i rischi del ricorso alla fiducia sulla finanziaria». Ancora una volta, aggiunge, «ci troviamo di fronte ad un Parlamento espropriato». Di voto di fiducia non ne vuol sentir parlare anche il presidente della commissione Bilancio, il leghista Giancarlo Giorgetti, secondo il quale sarebbe solo «un atto di arroganza nei confronti del Parlamento». Il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas prova a rasserenare gli animi, dicendo che il governo potrebbe anche non metterla la fiducia perché non vede alcun problema per la tenuta del testo visto che ci «dovrebbero essere pochi emendamenti». Ma l'opposizione prosegue nella sua protesta. Berlusconi a questo punto taglia corto: «C'è molta difficoltà a capire che l'assalto alla diligenza è finito», ma non è «una cosa facile un'innovazione di questo tipo perché taglia le gambe a tutte le lobby». L'affondo non viene accolto con entusiasmo dal presidente della Camera che, leggendo le dichiarazioni del premier, replica: «Tra l'assalto alla diligenza e far discutere il provvedimento alla Camera c'è una bella differenza».
Anche il sistema delle autonomie locali torna sul piede di guerra e batte cassa. I tagli in finanziaria e la crisi economica hanno mandato in tilt i conti e se i comuni rischiano di non essere in grado di predisporre i bilanci di previsione 2009 e tanto meno di redigere i consuntivi 2008, che dovrebbero già essere in via di definizione, per le regioni le cifre che non tornano sono tante, dal fabbisogno sanitario (meno 7 miliardi) ai Fas (Fondi aree sottoutilizzate) per i quali mancherebbe circa 10 miliardi di euro.
L'esame della finanziaria intanto è cominciato ieri sera in un'Aula semideserta.