Mezzana, animali avvelenati

MEZZANA BIGLI.Dapprima un cane da caccia morto avvelenato nelle campagne del Po; poi un gatto domestico morto nel cortile di casa dopo aver girovagato nelle campagne di Balossa Bigli. Ieri alla frazione Mezzano di Sannazzaro è stata la volta di un altro cane avvelenato forse da qualche boccone preparato volontariamente da qualche sconsiderato. La tecnica la solita, quella di un diserbante mischiato a carne.
Oreste Pini, abitante a Balossa in via Po, ha perso di recente il suo fedele cane da caccia, un setter adulto con cui condivideva da anni qualche spensierata battuta venatoria. Cosi Pini: «La tecnica? Vengono abbattuti dei piccioni: i loro corpi vengono poi imbottiti di diserbante. Il boccone cosi preparato viene poi abbandonato ed a farne le spese sono quegli animali che, per primi, si imbattono in quel boccone apparentemente innocuo. Per mio conto questi episodi potrebbero essere diretti alle volpi che, in questo periodo prolificano in zona. Le volpi sono animali distruttivi, arrivano anche ad assalire i pollai sotto casa. Ma sono animali protetti, banditi dalla caccia ordinaria se non attraverso battute specifiche ed organizzate dalle guardie venatorie. Ed allora c'è chi tenta di eliminarle nel modo peggiore, avvelenandole».
Nella vicina Casoni Borroni, due settimane fa, il cacciatore Tullio Fresi si è imbattuto in un cadavere di volpe in avanzata fase di decomposizione. Il cacciatore conferma: «L'animale non presentava segni di arma da fuoco: probabilmente era rimasta vittima dei bocconi avvelenati. Questa volta chi usa questa pratica senza scrupoli ha colto nel segno avvelenando una volpe. Ho segnalato il caso ai vigili urbani. Speriamo si faccia luce sui responsabili di questa crudele pratica». Intanto Arriva direttamente dalla Lega Anti-Vivisezione (Lav) il messaggio più chiaro nei confronti di chi usa questi metodi crudeli. La portavoce Annalisa Gasparre dice: «I bocconi avvelenati abbandonati non danno possibilità di scelta alcuna. Chi cagiona la morte di un animale con crudeltà e senza necessità rischia grosso: l'articolo 544-bis del Codice Civile prevede pene dai tre ai diciotto mesi di reclusione. Si sappia che chi si 'diverte" in questo modo, se la sua colpa è dimostrata, finirà dritto in tribunale». L'osservatorio del dottor Lorenzo Luccardini, medico veterinario di Sannazzaro, è emblematico: «I casi esposti sono preoccupanti anche se sporadici. Personalmente, di recente, non mi sono capitati casi di avvelenamenti di cani e gatti. In passato ci fu qualcuno che, per combattere l'esubero delle nutrie, usò questo metodo arbitrario. Si sappia che ogni animale ha diritto di essere tutelato: adesso lo dice anche la legge».
Paolo Calvi