L'Inter riflette dopo Cipro
MILANO.Cambiano gli allenatori ma non l'Inter. Come ha spesso ricordato Massimo Moratti, «la sofferenza è nel suo dna» e quindi c'è poco da stupirsi delle ultime due partite giocate sull'ottovolante del risultato contro avversarie sulla carta nettamente inferiori. Basta prendere la gara di Cipro, con errori in serie per complicarsi la vita e rischiare una sconfitta storica, visto che mai nessuna squadra italiana ha perso un incontro ufficiale contro club ciprioti. Alla fine, è venuto fuori un pareggio che per Moratti «salva un po' la faccia» ma non cancella i dubbi sulla reale consistenza di questa squadra e sulle scelte di Josè Mourinho e sil suo 4-2-4. Il caso ha voluto che il risultato di martedi sia identico a quello dell'altra trasferta a Cipro dell'Inter che pareggiò 3-3 in casa dell'Apollon Limassol nella Coppa Uefa nel 1993/94. Il precedente può anche essere incoraggiante, visto che la squadra allenata da Bagnoli prima e da Marini poi vinse la coppa al termine di una stagione comunque pazza chiusa in Italia a un solo punto dalla zona retrocessione. La rosa attuale, invece, di problemi in Italia e in Europa dovrebbe averne ben pochi, soprattutto contro squadre come la Reggina e l'Anorthosis Famagosta, con la bellezza di cinque gol incassati.