Garlasco, lezioni per crescere

GARLASCO. Laboratori di teatro per imparare ad accettare se stessi e gli altri, momenti di confronto per capire che la realtà è una cosa la tivù un'altra, e pomeriggi a scuola senza libri, con i nonni o i genitori, per divertirsi insieme. Sono i tre pilastri del progetto avviato dalla media Duca degli Abruzzi con il coinvolgimento dei distaccamenti di Dorno, Gropello, Tromello, e partnership del calibro di Unicef, Ismu per la promozione della multietnia e Cem, centro pavese di educazione ai media. «Interagire: mi esprimo, dunque sono», il nome del progetto.
Destinatari, 108 ragazzi dalla prima alla terza classe, a partire da un dato di fatto su cui la preside Franca Bottaro spende alcune riflessioni: «A questa età i giovani sono spesso abbandonati a se stessi nei pomeriggi extra scuola - commenta -. Dal punto di vista educativo, formativo, organizzativo e gestionale questa è la situazione più comune. Poi c'è chi è impegnato in mille attività che prevedono la presenza dei genitori solo per gli spostamenti. Tutto ciò configura situazioni di rischio e di disagio capaci di generare effetti negativi sia sui ragazzi sia sul contesto sociale». Su questa base, oggetto di analisi condivise con la sezione provinciale di Unicef, la scuola ha messo a punto una serie di iniziative volte a stimolare negli adolescenti «l'intelligenza sociale intesa come consapevolezza di sé in rapporto agli altri, come dei rischi e delle opportunità ambientali». In concreto, le classi campione già sperimentano una rosa di attività in ore curriculari e non, con il supporto di docenti adeguatamente formati ed esperti esterni, che spaziano dai laboratori teatrali ai corsi di storia del cinema, fino a iniziative di educazione ai media. «E' bene che gli adolescenti si rendano conto non solo dei rischi di internet - prosegue Bottaro - ma, restando nell'ambito dei mezzi di comunicazione, pure del fatto che non occorre essere veline per vedersi accettare dagli altri. Abbiamo in programma laboratori finalizzati a trasmettere questa consapevolezza». Con le attività teatrali inoltre si punta alla formazione emotiva degli adolescenti, con particolare riguardo ai casi di disagio degli alunni stranieri, il 15% di tutta la popolazione studentesca della direzione didattica. Non ultimi, i pomeriggi di svago a scuola, per cui si sta testando l'interesse dei giovani utenti. (si.bo)