Filippi: «La Procura adesso indaghi su quella strana gara»

PAVIA.Il ricorso da 5milioni di euro contro il San Matteo fatto da Sipar srl - che si è vista annullare nel 2006 una gara aggiudicata - finisce in Procura. A presentare il 'caso" è stato il consigliere della fondazione Ettore Filippi.
Perché questa mossa?
«Ci tengo a chiarire che non si tratta di uno scontro politico ma di una difesa dei soldi pubblici e della legalità sostanziale e non formale. E credo possa aggiungere un tassello all'indagine già aperta dalla Procura. Inn qualità di consigliere ho scoperto una cosa che Azzaretti, all'epoca dei fatti commissario straordinario, non ha mai detto».
Quale?
«Nessuno sapeva che ci fosse una richiesta di danni per 5milioni e 400mila euro. E tanto meno che esistesse un contratto firmato con la Sipar, nonostante i ricorsi annunciati dalla Kodak e una sospensiva del Tar».
La gara era stata annullata in autotutela dallo stesso Azzaretti.
«E' andata cosi: la Sipar, società con capitale sociale di 48mila euro e di cui era amministratore il sindaco di Godiasco De Antoni, ha vinto nonostante l'offerta di 12milioni più alta rispetto a Kodak, un colosso. La quale ovviamente ha fatto ricorso. Obiettando che l'esito era quantomeno anomalo. E concludendo: se anche non assegnate a me la gara, almeno operate nell'interesse pubblico e annullatela. Invece Azzaretti che fa? Il 21 dicembre, durante la vacanze di Natale, firma anche un contratto. 48 ore dopo il Tar accoglie la sospensiva su richiesta della Kodak. E rinvia a marzo sul merito».
Ma sulla congruità, prima della firma, gli uffici si saranno espressi, o no?
«E' ciò che mi chiedo. Se la decisione di assegnare la gara a Sipar, nonostante l'offerta più alta e i vari ricorsi, era cosi granitica, come mai Azzaretti ha sospeso poi in autotutela, senza pensarci troppo, il provvedimento senza nemmeno aspettare di conoscere le ragioni del Tar?». (m.g.p.)