Droga, albanesi in affari con la 'ndrangheta
COSENZA.Mentre i produttori colombiani sono i referenti del narcotraffico delle cosche della 'ndrangheta reggina, gli albanesi lo erano diventati per quelli del cosentino. E' quanto emerge dall'indagine Skhoder della Guardia di finanza, coordinata dalla Dda di Catanzaro, che ieri ha portato a numerosi arresti. L'organizzazione italo-albanese di narcotrafficanti era guidata da appartenenti alla 'ndrangheta di Altomonte, paesino a pochi chilometri da Cosenza, e vi partecipavano elementi di spicco della criminalità albanese e romena, che da diversi anni si erano insediati in Italia. A capo dell'organizzazione, secondo gli investigatori, c'era Saverio Magliari, ritenuto un vero e proprio broker della droga, leader indiscusso nei traffici di stupefacenti. Da anni l'uomo aveva instaurato un rapporto di esclusiva nella fornitura delle sostanze provenienti dall'Albania. Magliari poteva contare su rapporti solidi e vincolanti con la famiglia Smajlaj della città di Shkoder. Nessuna partita di droga proveniente dal paese delle aquile poteva essere immessa nel mercato calabrese senza che vi fosse il passaggio da Altomonte. Dall'Albania la famiglia Smajlaj procurava ogni tipo di droga, dall'eroina alla marijuana seguendo gli affari senza mai spostarsi da Shkoder utilizzando manovalanza moldava e romena per fare arrivare la merce in Italia. In particolare la droga era caricata anche sulle imbarcazioni utilizzate per traffico dei clandestini. Nel corso delle indagini sono state compiute numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali. I narcotrafficanti utilizzavano un linguaggio in codice per nascondere i loro traffici.