Castello di Lardirago, sbloccati i lavori

LARDIRAGO. Riprenderanno presto i lavori di sistemazione dell'ingresso esterno del castello. Il Ghislieri continuerà l'intervento secondo il progetto, presentato dal collegio e approvato da Soprintendenza, Provincia e Comune, e verrà completato in base ad alcune indicazioni espresse dal Soprintendente durante il sopralluogo di giovedi scorso. Durante il sopralluogo è stata esaminata l'area davanti al castello e sono state avanzate le proposte tecniche più idonee alla sua sistemazione.
All'incontro erano presenti l'architetto Annamaria Terafina della Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio di Milano, per il collegio il presidente del consiglio d'amministrazione, professor Carlo Bernasconi, e il direttore dei lavori ingegnere Gianpaolo Calvi, per il Comune di Lardirago il sindaco Luigi Cella, mentre per l'impresa esecutrice il titolare Secondino Calisti.
«In precedenza la direzione dei lavori aveva redatto una relazione - dice Bernasconi -, accompagnata da una dettagliata documentazione fotografica, che attestava che sulla rampa d'accesso al castello, anche dopo assaggi eseguiti in profondità e in modo accurato e rigoroso, non era emersa alcuna pavimentazione in ciottoli. La relazione tecnica è stata acquisita dalla Soprintendenza che, al termine del sopralluogo effettuato nel cantiere davanti al castello, ha prospettato una soluzione che ha visto d'accordo sia l'Amministrazione comunale che il collegio Ghislieri. Si è deciso quindi di realizzare la rampa d'accesso, utilizzando un materiale particolare, si tratta di 'conglomerato tipo calcestre", che viene adoperato per viali e giardini storici e che valorizzerebbe l'ingresso del castello. I lavori riprenderanno al più presto e verranno completati secondo questa proposta della Soprintendenza».
«L'intervento di sistemazione dell'area era stato richiesto alcuni mesi fa dall'Amministrazione comunale - dice il sindaco di Lardirago Luigi Cella - per migliorare la sicurezza di un tratto viabilistico e comportava la rimozione di due manufatti in granito, basi di pile da riso, che restringevano la strada provinciale aumentandone la pericolosità».
Stefania Prato