«Chi ha forti tendenze gay non può fare il prete»
b CITTA' DEL VATICANO. /b Nessuna possibilità di diventare prete per chi ha forti tendenze gay, anche se si comporta in modo casto. Lo sancisce un nuovo documento vaticano, che suggerisce anche ai vescovi e ai rettori dei seminari di chiedere la collaborazione di psicologi per valutare eventuali patologie e «ferite» psichiche gravi dei candidati al sacerdozio. Sull'omosessualità, dopo gli scandali della pedofilia che hanno travolto la chiesa in numerosi paesi del mondo, la Santa Sede sembra decisa a seguire una linea dura: se nel passato, i documenti vaticani soppesavano la differenza tra «le tendenze» omosessuali e il «peccato» di una pratica gay, la nota di ieri chiude le porte dei seminari a chi non è eterosessuale. A sgombrare il campo dai possibili distinguo di altri tempi ci ha pensato il cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l'Educazione cattolica, il dicastero vaticano che ha redatto il nuovo documento «Orientamenti per l'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione e nella formazione dei candidati al Sacerdozio». Nella conferenza stampa di presentazione del libretto, il porporato ha spiegato che l'omosessualità «è una deviazione, un' irregolarità, una ferita per poter esercitare il sacerdozio, che consiste anche nell'essere un padre spirituale e nel sapersi relazionare con gli altri». Nel caso in cui le tendenze omosessuali «non possano essere curate», ha aggiunto, gli aspiranti sacerdoti devono essere «dimessi» dai seminari. Immediate le proteste delle associazioni gay che parlano di razzismo vaticano. «Siamo di fronte ad una brutale discriminazione che contribuisce a diffondere il veleno dell'esclusione e del razzismo omofobico».BR