Occupazione, si spacca il fronte degli studenti

b PAVIA./bb Si dividono gli universitari. Il corteo doveva fermarsi in piazza della Vittoria, ma circa trecento giovani si sono staccati. Prima un sit-in in piazza Castello. Tensioni, non solo con gli automobilisti, ma interne. Perché non tutti sono d'accordo. C'è chi chiede di tornare in università, «per riprenderci i nostri spazi» urla il megafono. Sotto le torri di piazza Leonardo da Vinci poi prevale la parola 'occupazione". La maggioranza, ma a quel punto sono in duecento, decide di entrare in un'aula. Non tutti nel Coordinamento, il gruppo che ha organizzato la protesta, anche se senza bandiera, sono d'accordo.BR /b Sotto le torri gli studenti si dividono. Una parte propone di 'occupare" l'università o almeno un'aula. Ma c'è chi fa notare: «Dobbiamo essere tutti d'accordo». Quel 'tutti" non convince.BR Al megafono alcuni studenti propongono di convocare una nuova assemblea di ateneo, che avrà più forza decisionale. Perché serve tempo, e serve il parere di un'assemblea più numerosa. Oppure la proposta è di dividersi per facoltà, gruppi più piccoli di lavoro, per ragionare su come muoversi nei prossimi giorni. Ma la maggioranza decide di 'occupare" l'aula E. O meglio di entrare in aula e poi decidere cosa fare.BR Sono le due del pomeriggio, gli studenti si siedono in quest'aula a gradoni di Scienze politiche. Sono meno di duecento. Da piazza della Vittoria uno studente telefona per dire che manca il necessario per la lezione in piazza: «C'è il prof e gli studenti, ma non ci sono le sedie e il microfono». La semi-occupazione dell'aula E rischia di far saltare la lezione in piazza, che poi inizia con l'arrivo di un megafono.BR L'assemblea intanto prepara un documento. Spiega che «l'entrata in possesso dell'aula è contingente con la nostra lotta per un'università libera e pubblica» e che non si intralcerà la didattica, che a Scienze politiche è in pausa per una settimana. Quando si tocca l'argomento 'didattica" non tutti sono d'accordo, c'è chi dice di introdurre un'eccezione, e quindi prevedere che si possano interrompere le lezioni, e chi spiega che «forse dobbiamo pensare anche a una forma di protesta più dura». Alle 16 in aula E dovrebbe iniziare la lezione di demografia della professoressa Carla Ge Rondi. Mandano uno studente a parlare con la docente e a cercare un'altra aula libera. Tanto che un cartello avverte dello spostamento in aula Weber, in via Luino. Un cambio-aula che avverrà anche stamattina. La lezione delle 9 difficilmente si potrà tenere in aula E. Perché, come spiega Spairani e il documento firmato in assemblea: «L'aula diventerà un laboratorio di mobilitazione, ci sarà un'assemblea al giorno e gruppi di lavoro». Gli studenti hanno chiuso l'aula intorno alle 17. Hanno la chiave e stamattina apriranno loro l'aula E. A metà pomeriggio il gruppo era composto da una settantina di persone. Fuori dal cortile di Scienze politiche alcuni ragazzi del Coordinamento per il diritto allo studio, che non condividevano l'occupazione e la divisione del corteo.BR bMarianna Bruschi /b