Broni-Casteggio, dal 2009 si cambia «Non ci saranno soci di serie B»
b BRONI./b L'altra sera assemblea in doppia versione e con un brivido di bilancio (quello casteggiano) per le Cantine sociali di Broni e di Casteggio. Le due cantine dal primo luglio sono state fuse in un'unica realtà chiamata «Terre d'Oltrepo». Dal prossimo anno, a fine dell'esercizio finanziario, si voterà e si discuterà un unico bilancio. L'altra sera in discussione c'erano invece due bilanci differenti, quelli relativi alla fase in cui le due realtà erano ancora divise. Presenti all'incontro ben 329 soci con 5 deleghe. Nessun particolare problema sui conti della cantina di Broni, qualche tensione in più, invece, su quella di Casteggio dove da tempo circolavano voci su deficit di bilancio da ripianare con possibile sacrificio da parte dei conferenti. Anche durante l'assemblea non sono mancate richieste di spiegazioni da parte dei soci casteggiani. Il nuovo super presidente Antonio Mangiarotti ha più volte ripetuto che sono a disposizione di tutti le documentazioni e ha provato da subito a stroncare sul nascere ogni timore sul futuro: «La nostra intenzione - afferma Mangiarotti - è di non avere soci di serie A e di serie B». Mangiarotti commenta: «Non ci sono stati problemi di sorta, anzi ci sono stati interventi costruttivi, supporti che ritengo validi in prospettiva. Occorre avere l'appoggio di tutti. Anche da Casteggio hanno dimostrato di aver capito la situazione: il prossimo anno saranno premiati. La nostra intenzione, ripeto è di non avere soci di serie A e di serie B». Il bilancio è stato chiuso a Broni in pareggio. Ma per Casteggio peserebbe uno snodo quantificato in 8 milioni di euro. Una zavorra contabile legata a esposizioni con gli istituti bancari per ciò che concerne, in particolare, alcuni mutui «accesi» negli scorsi anni per investimenti e ammodernamenti. «Abbiamo agito per appianare questa situazione - precisa con determinazione il presidente Mangiarotti - stiamo cercando di portare i conti a pareggio. Dal prossimo anno i soci di Casteggio per equiparare il capitale sociale di Broni avranno diritto ad un pagamento dilazionato in 8 anni». Nessuna conferma ufficiale sul fatto che alcuni soci casteggiani avrebbero fatto mettere a verbale di procedere sul piano amministrativo nel caso emergessero problemi contabili delle passate gestioni. Ma c'è chi, il giorno dopo l'assemblea, si dice comunque convinto che si debba voltare pagina senza approfondire vecchie ferite. I conti in sospeso della Cantina di Casteggio rappresentano un'incognita solo in parte chiusa. Al voto del bilancio casteggiano, tutti d'accordo eccetto due soci (tra cui l'ex presidente Ruffinazzi) e due gli astenuti. L'assemblea di «Terre d'Oltrepo» ha poi fissato i punti fermi della nuova realtà produttiva e associativa. La sede sociale della super cantina (la più grande di Lombardia, tra le più grandi d'Italia) è a Casteggio, quella operativa a Broni. I soci sono stati informati delle operazioni di rafforzamento delle strutture e degli investimenti in corso. A Broni si stanno gettando le fondamenta per un altro capannone accanto a quello posto in via San Saluto, in previsione c'è anche la ristrutturazione di Casteggio. Mangiarotti insiste su un concetto strategico: «I due enopoli rimarranno, non sparirà niente, anche per comodità dei soci che debbono poter contare sui loro punti di riferimento». Meglio, insomma, non creare fratture dopo che si è arrivati all'unificazione. (c. g.)BR