Tassi Usa mai cosi bassi dal 2003
bNEW YORK. /bbLa Fed ha tagliato di mezzo punto i tassi di riferimento, portando ieri i Fed Funds all'1% e il tasso di sconto all'1,25%, cioè ai minimi dal 2003, quando occorreva rilanciare l'America ferita dagli attacchi dell'11 settembre contro le Torri Gemelle e il Pentagono. La Borsa, dopo il rally di martedi, ha salutato prima con un solido rialzo la decisione della Federal Reserve per poi chiudere in rosso, con il Dow Jones in perdita di quasi l'1%.BR /b Questo significa che rimangono molte perplessità tra gli investitori. Non è detto infatti che la banche, visti i rischi ancora esistenti dopo la devastante crisi dei mutui che le ha messe in ginocchio, torneranno a concedere crediti con maggiore facilità.BR Secondo il Wall Street Journal, il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, che insegna alla prestigiosa università di Princeton, ha studiato da vicino il caso del Giappone, dove alcuni anni or sono la politica dei tassi d'interesse zero non era riuscita a rilanciare la macchina economica bloccandola anzi ad una lunga stagnazione che dura ancora adesso.BR Tutti gli occhi sono ora rivolti verso la produzione economica, che ha subito un sicuro rallentamento. Si aspetta per oggi la pubblicazione dei primi risultati sul prodotto interno lordo (Pil) del terzo trimestre, e già si parla di un calo di mezzo punto.BR In questa situazine, la parola che è ormai su tutte le labbra, cioè «recessione», verrà finalmente pronunciata ad alta voce e non più soltanto sussurrata, come è successo fino ad oggi.BR L'economia statunitense ha registrato un «marcato rallentamento», afferma la Fed motivando cosi la decisione odierna, presa all'unanimità, vista anche la gelata dei consumi privati.BR Nel comunicato diffuso in serata la Fed ha sottolineato che «le recenti misure, incluso il taglio odierno, le riduzioni coordinate del costo del denaro da parte delle banche centrali, gli straordinari interventi a sostegno della liquidità e i passi ufficiali per rafforzare il sistema finanziario dovrebbero riuscire col tempo a migliorare le condizioni del credito e promuovere il ritorno a una moderata crescita economica».BR Paradossalmente, il livello del costo del denaro è tornato a quello dell'era di Alan Greenspan, molto criticato ultimamente e considerato da alcuni esperti (e politici) uno dei responsabili della crisi attuale, attraverso la sua politica quasi anarchica di deregulation e i bassi tassi di interesse.BR Secondo i nemici di Greenspan sarebbe stato proprio il basso costo del denaro ad avere incoraggiato il moltiplicarsi di operazioni a rischio come i mutui subprime, e il conseguente scoppio della bolla.BR Dopo aver abbassato all'1% nel giugno 2003 i tassi, la Fed ne ha mantenuto stabile il livello per un anno per poi operare una serie di rialzi consecutivi che in poco tempo lo hanno portato addirittura al 5,25%.BR A settembre dell'anno scorso il costo del denaro ha iniziato progressivamente a scendere per tentare di arginare la grande crisi scoppiata in seguito.BR