Edimes, la grande rabbia

b PAVIA./b bQuattro secondi. Impercettibile linea di confine tra gioia e rabbia, tra una vittoria che Pavia sfiora con le mani e un ko che la gonfia di risentimento. I protagonisti sono tre: Hatten, Marigney e l'arbitro Rostain. Due contatti, due valutazioni. C'è un fischio di troppo: quello che, a 4" dalla sirena, premia coi 2 liberi della vittoria una scivolata di Hatten, nel cuore della difesa pavese. Mentre nell'azione successiva è corretto non punire la stoppata della guardia brindisina su Marigney. Un episodio sfortunato condanna l'Edimes al primo stop interno e fa esplodere la rabbia del PalaRavizza e dello staff tecnico pavese che, non senza ragione, avrebbe gradito di giocarsi il finale senza intrusione di terzi. Nonostante la consistenza degli avversari ed il pasticcio arbitrale, l'Edimes deve, comunque, trovare qualche occasione di rammarico guardando a sè stessa.BR /b «Mi riesce difficile commentare una partita giocata cosi bene - spiega Stefano Salieri -: è come aver fatto la spesa, averla pagata e trovarsi, all'improvviso, col carrello vuoto. Entrambe le squadre hanno dato tutto e per noi, che lotteremo per salvarci, trovarci a mani vuote dopo una settimana di grande lavoro è una botta tremenda. Le recriminazioni sarebbero cento ma, a questo livello, vorrei vedere le partite decise dalle squadre in campo, non da altro. Forse è brutto dirlo ma credo che col buonsenso, chi ha sbagliato avrebbe potuto poi rimediare». «La zona di Brindisi? - continua il coach - L'aspettavamo e l'abbiamo anche attaccata bene, anche se ci ha costretto a pensare. Nei primi due quarti siamo stati lenti, subendo troppo in contropiede, anche se poi la partita ce la siamo ripresa e rivinta. Il nervosismo? Penso sia normale per chi si sente fischiare un fallo, credo che i ragazzi abbiamo dato tutto. Il livello di gioco è stato alto, anche se non voglio dire che è andato tutto bene. Dobbiamo lavorare per non ridurci a vincere di uno ma arrivare con altro margine a giocarci i finali. Oggi siamo partiti troppo soft su Hatten. Evangelisti? E'in difficoltà perché non si va a creare un tiro e dunque soffre quando vengono rotti i giochi. E' una constatazione, non una giustificazione. Il mancato utilizzo di Colussi nel secondo tempo? Gli americani dopo l'intervallo sono andati bene e poi la partita su Hatten se la doveva giocare Marigney, prendendosi le sue responsabilità».BR bLa partita/b. Dopo il 5-0 allo start, Pavia imbarca subito un parziale di 0-13 che le abbassa la cresta. Hatten è un rebus irrisolto per un Marigney irritante e la sensazione è che contro la zona pari di Perdichizzi la squadra si faccia prendere spesso dalla frenesia. Prestando il fianco alla transizione dell'Enel che fa male (7-16). Viggiano e Mobley, con l'addizione di un Colussi subito caldo, limitano i danni (24-26). I mori brindisini fanno pentole e coperchi e, dalla panca, l'impatto di Mocavero è notevole. L'inerzia è spesso brindisina ma il cuore pavese pulsa e Mobley dall'arco tiene stretta la forbice (45-48 alla pausa). Ammannato rimpiazza bene Volcic, Viggiano trova giocate di classe e i rossoneri provano a scappare (70-63 al 28'). Hatten & Killi ricuciono (2-11) ed è di nuovo sofferenza. Hatten continua a torturare Marigney (72-80) ma Mobley è in gas e Volcic firma il sorpasso (83-82). Pavia dalla lunetta (prima Mobley poi Marigney) risponde agli assolo del folletto ex-Scafati. Fino al 91-90 a 22" dalla sirena. Poi arrivano i 2 possessi che guastano la festa.BR bPaolo Rappoccio /b