Egidio, i ricordi di 43 anni in fabbrica
bVIGEVANO. /bbIn fabbrica per 43 anni, tutti nel settore calzaturiero. Egidio Gioia, 62 anni appena compiuti, questa sera ritirerà il premio di «Fedeltà al lavoro», assegnato dal Consorzio dei Santi Crispino e Crispiniano, insieme ad altri 11 dipendenti e 15 imprenditori. In pensione da agosto, Egidio è arrivato a Vigevano nel '61, in pieno boom economico. «Ho raggiunto a Vigevano uno dei miei fratelli. Ho iniziato a lavorare qualche giorno dopo il mio arrivo, al calzaturificio Canevari, che si trovava in via Santa Maria». Una paga da apprendista, e tanta volontà di imparare.BR /b «Ho lavorato per questa ditta circa tre anni, poi sono andato in un finissaggio per conto terzi. Ho imparato bene il lavoro fino a diventare socio di questa impresa per quasi 15 anni». Nel frattempo Egidio si sposa, a 22 anni, con Vincenza, anche lei originaria del suo paese: la frazione Agromonte di Latronico. Travolto dal boom economico del settore calzaturiero, con una famiglia appena costruita e tanta voglia di lavorare e guadagnare, Egidio certo non si risparmia. Poi, negli anni Ottanta, la ditta di cui è socio chiude. Trova lavoro in una ditta specializzata nella produzione di pantofole da camera prima, e nell'87 viene assunto al calzaturificio Moreschi. «Ho cominciato a lavorare per la Stemar, che si trovava in Brughiera, mentre la ditta Moreschi era in via Montello. Poi si sono unificate ed hanno costruito uno stabilimento unico». Lavora come smerigliatore, un lavoro che richiede attenzione, pazienza e pratica. «Ho sempre tenuto molto al mio lavoro, sono stato a casa in mutua solo una volta. Sono andato in pensione a 58 anni, ma ho chiesto ed ottenuto di lavorare ancora quasi quattro anni, fino ad agosto scorso». Verrà premiato questa sera al teatro Cagnoni. «Sono contento di ricevere il premio, ho sempre lavorato con passione, da Moreschi specialmente, vista la qualità delle scarpe che producevamo». Quando ha iniziato a lavorare lui, la vita era diversa. «Nel'61, con la paga da apprendista guadagnavo 46 lire l'ora. Si lavorava dal lunedi al venerdi dalle 8 alle 12 e dalle 13.30 alle 17.30 e il sabato fino a mezzogiorno. Lo stipendio veniva dato ogni due settimane, e con un'ora di straordinario al giorno in quell'anno sono riuscito a prendere una busta di metà mese di 13mila e 271 lire. Era un trionfo. Uno degli ultimi stipendi? Poco più di mille euro. In tutti questi anni il lavoro è cambiato molto, ci sono meccanismi di produzione diversi, i macchinari sono più sicuri, gli ambienti più sani, sono migliorate le condizioni». Nella vita di Egidio non trova spazio il solo lavoro, ma oltre alla famiglia, ai tre figli e ai cinque nipotini, rimane in lui la passione per il footing, col gruppo podistico Avis. «Ho fatto maratone, e 7 volte i cento chilometri del Passatore, da Firenze a Faenza».BR bIlaria Cavalletto /b