La difesa di Sollecito: «Un furto finito male»

bPERUGIA. /bbMeredith Kercher fu «vittima di un furto finito male», uccisa da un ladro che, entrato nell'abitazione che la studentessa divideva con Amanda Knox, si trovò all'improvviso di fronte la ragazza e la uccise con una coltellata. E' la tesi che i difensori di Raffaele Sollecito, Giulia Bongiorno e Luca Maori, hanno illustrato al gup di Perugia.BR /b E per dimostrare l'innocenza dello studente di ingegneria pugliese, per un giorno i due avvocati hanno trasformato l'aula del tribunale in una sorta di set dello sceneggiato C.S.I, con un manichino, diapositive, video e ricostruzioni scientifiche che dovrebbero invalidare quelle eseguite dalla polizia. «La nostra sarà un'arringa basata su elementi concreti», spiega l'avvocato Bongiorno all'inizio di un'udienza che si concluderà più di otto ore dopo con la richiesta di prosciogliemmo per Raffaele Sollecito. Scienza contro scienza. Sono due i punti forti dell'accusa che la difesa vuole smontare. Il primo riguarda il Dna di Sollecito ritrovato sul gancio del reggiseno indossato da Meredith la sera in cui venne uccisa. Per i legali del giovane, si tratta di una contaminazione del gancetto, avvenuta perché gli agenti avrebbero involontariamente repertato l'oggetto con i guanti e non con le pinze. Ed è a questo punto che il manichino fa il suo ingresso in aula. Si tratta di un manichino dalle fattezze femminili, con indosso un reggiseno bianco che un assistente dei legali tenta inutilmente più volte di togliere senza toccare la stoffa. L'obiettivo della difesa era quello di dimostrare tutti quelli che, a suo parere, sarebbero i punti deboli dell'inchiesta condotta della procura di Perugia. Per questo hanno mostrato in aula diapositive e video ripresi sul luogo del delitto e puntato anche sull'impronta di scarpa insanguinata ritrovata nell'appartamento del delitto e attribuita nel corso delle indagini a Rudy Guede, che però ha sempre negato di aver ucciso Meredith. Per i legali di Sollecito quell'impronta sarebbe la prova che a uccidere Meredith sarebbe stato un ladro. Secondo la ricostruzione fatta dai difensori, infatti, la notte tra l'1 e il 2 novembre qualcuno entrò nell'appartamento occupato dalle studentesse rompendo il vetro di una porta per compiere un furto. Rovistò in giro. Frugò ovunque fino a quando il ladro non venne sorpreso dall'improvviso rientro a casa di Meredith. A quel punto aggredi la studentessa colpendola con un coltello alla gola. L'impronta ritrovata nella casa conterrebbe anche un frammento di vetro, il che dimostrerebbe la tesi del furto finito male. «Noi non vorremmo fare un processo mediatico - ha spiegato l'avvocato Bongiorno - ma ci troviamo in un processo mediatico e per questo abbiamo utilizzato anche supporti multimediali». Per il legale fino a oggi sarebbero state dette «tantissime inesattezze. Abbiamo atteso fino a oggi per proporre la nostra ricostruzione dei fatti e al termine dell'arringa abbiamo chiesto una sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Raffaele Sollecito».BR