A processo per la marijuana

bZAVATTARELLO./b «Era un esperimento botanico: per quanto mi riguarda, cercavo di capire come potesse crescere e svilupparsi la marijuana».BR Questo ha spiegato all'avvocato Micaela Nicrosini la 29enne di Zavattarello Claudia Pollani, processata ieri mattina con il convivente 34enne Alessandro Consorti. Entrambi hanno patteggiato un anno di reclusione con la sospensione e la non menzione della pena: l'esperimento botanico, infatti, è stato interrotto dai carabinieri che hanno sequestrato 20 piante di marijuana, 20 bulbi pronti per essere trapiantati, un po' di 'erba" già essiccata.BR Lui fa l'agente di commercio, lei conduce un'azienda agricola: quanto di più lontano si possa immaginare dal profilo del trafficante di marijuana.BR Entrambi incensurati, sono finiti nei guai per un caso: i carabinieri di Zavattarello erano andati a casa loro, in località Valle Superiore, per una banalissina notifica.BR In casa, però, i militari hanno sentito aleggiare un aroma tanto persistente quanto facile da identificate: marijuana, appunto. Da un box accanto alla casa, poi, usciva una luce tanto forte quanto anomala per una rimessa.BR E' cosi che al successivo controllo dei carabinieri è emersa la coltivazione artigianale di marijuana nel garage dietro casa. Nel box i carabinieri hanno trovato (e ovviamente sequestrato) 20 piante di Cannabis (tra i 20 e 170 centimetri di altezza) coltivate in una sorta di serra nella quale temperatura, umidità e luce erano tenute rigorosamente sotto controllo per favorire la crescita della marijuana. Un esperimento botanico, appunto, come la giovane imputata ha spiegato all'avvocato prima di entrare in giudizio. In un bagno di servizio, inoltre, i militari della stazione di Zavattarello hanno trovato una vasca da bagno in cui erano in preparazione 20 piantine pronte per essere trapiantate nella serra ricavata nel box. Considerata la quantità di marijuana ritrovata, l'arresto è stato inevitabile e immediato. La marijuana era troppa per essere catalogata come 'erba" destinata all'uso personale di due sole persone, ma in compenso è anche troppo poca per essere definita come 'tesoretto" di due spacciatori pronti per il salto dalla prouzione in proprio allo spaccio vero e proprio.BR Ieri mattina, in tribunale a Voghera davanti al giudice Roberto Amerio, Alessandro Consorti e Claudia Pollani sono cosi stati processati per direttissima con l'accusa di detenzione di droga. Solo detenzione, non detenzione ai fini di spaccio. Questo non li ha comunque salvati da una condanna ad un anno a testa di detenzione con la sospensione della pena e la non menzione.BR Difesi dall'avvocato del foro di Voghera Micaela Nicrosini, entrambi hanno sostenuto di non aver mai avuto intenzione di mettere in piedi un traffico di droga: sta di fatto che coltivare marijuana non è esattamente la stessa cosa rispetto ad impiantare viti in collina. (s. ro.)BR