Olimpic Torre, l'importante è partecipare
bTORRE DE' NEGRI. /bbPer tre anni di fila si sono qualificati ai play off del campionato di calcio a 7 amatori Csi e ogni volta hanno rinunciato a disputarli. «Noi giochiamo solo per divertirci - spiega l'allenatore dell'Olimpic Torre '91, Sergio Pevere - non ci interessa andare avanti». La storia di questa squadra è singolare anche per altri motivi. La provincia abbonda di società con problemi di impianto, mentre loro nel 1990 avevano un campo di calcio a 7, all'oratorio, che nessuno usava.BR /b «Un giorno - racconta Pevere, 58enne ex calciatore che ha vestito per 16 anni la maglia del Belgioioso - ho detto ai ragazzi del paese che avrebbero potuto formare una squadra di calcio a sette per il Csi, con partite ogni domenica». Era il 1991 e nacque l'Olimpic Torre '91, che resiste ancora oggi, schierando quasi per intero ragazzi del paese. Il primo presidente è stato Roberto Rossetti, mentre adesso la societàfa capo a Claudio Massari. «Tutti gli anni - sottolinea Pevere - ci sono tanti giovanie vengono qui per giocare. Per noi la partita della domenica è sempre la cosa meno importante. La maggior parte dei nostri giocatori non la disputa. Agli allenamenti infatti partecipa sempre una ventina di persone. Il nostro spirito è quello di non mandare via mai nessuno. Poi due o tre volte al mese ci ritroviamo per cenare insieme. Lo sport noi lo viviamo cosi. Nel complesso, siamo una decina di dirigenti e sedici giocatori quasi tutti di Torre de' Negri, con l'eccezione di qualcuno proveniente da Broni e da Corteolona».BR L'aspetto sociale è ben presente all'allenatore, che guida la squadra dal 1992 insieme agli altri suoi collaboratori, ma che ha un passato da calciatore anche nel Csi. «Negli anni Settanta - precisa Pevere - militavo negli Amatori a 11. Ho deciso di continuare a Torre de Negri, anche perché credo sia giusto valorizzare uno dei campi sportivi più belli della provincia di Pavia. E' tenuto in ordine ed ha misure che si aggirano attorno agli ottanta metri di lunghezza e quaranta di larghezza». (a.bal.)BR