Vigevano, se vincere non basta

bVIGEVANO. /bbSe il rischio psicologico, contro Jesolosandonà, era quello di sottovalutare un avversario ancora al palo e portatore di una cifra tecnica inferiore a quella ducale, il rischio tecnico che la Miro Radici ha mostrato di correre, almeno per qualche tratto, è stato il corri-e-tira della squadra litoranea. Ne è uscita una gara non bellissima, in cui quel che conta è che Vigevano si è presa i due punti (86-67) ed è ripartita subito dopo la sconfitta di Castelletto. A proposito della gara persa in riva al lago, i dubbi che si fosse persa un'occasione alla portata erano già allora stati molti, figurarsi dopo aver visto Prelazzi e soci prenderne venti da Vado Ligure. Quanto a Jesolosandonà, per come era iniziata, sembrava di essere tornati ai tempi di Tele Capo d'Istria, quando Sergio Tavcar una quarto di secolo fa commentava partite da due passaggi e un tiro come quelle fra Jugoplastika Spalato e Partizan Belgrado. Altri tempi... Domenica Vigevano sarà a Montecatini.BR /b «Soprattutto nel primo tempo, pensavamo di risolvere tutto attaccando con un passaggio ed un tiro, a dimostrazione del fatto che, quanto a mentalità, abbiamo ancora tanta strada da fare», riflette coach Gigi Garelli che ammette di non aver gradito alcuni momenti della sua squadra e, del resto, non ha perso tempo in partita nel sottolinearlo con robuste sospensioni: «Mi hanno fatto arrabbiare atteggiamenti supponenti. Ci sono squadre che possono accettare di avere cali di concentrazione e vi sopperiscono con altre qualità, ma noi non siamo in grado di farlo - aggiunge Garelli - . Archiviamo questa partita e i due punti pensando che è passata un'altra settimana e si sta avvicinando il momento del rientro di Ghersetti. Intanto prepariamo la trasferta di Montecatini che questa domenica a Treviglio ha perso, ma poco conta perché in questo momento a Treviglio perderebbero tutti. Piuttosto, sarà una gara importante sotto il profilo della mentalità, andiamo ancora in difficoltà se le difese ci mettono le mani addosso, ma è proprio sotto pressione che si vede la differenza tra le squadre buone e quelle mediocri».BR «Tutto sommato - spiega Roberto Russo, coach degli ospiti - siamo comunque riusciti a mettere pressione sui giocatori di Vigevano. Abbiamo attaccato Ferrari in uno-contro-uno, abbiamo creato situazioni che aiutassero una squadra tutta nuova e giovane come la nostra a giocare insieme. La differenza l'han fatta la maggior compattezza del gruppo e la qualità di Vigevano. Noi oggi siamo questi, arriviamo fino a -3 sul 40-37, poi imbarchiamo 11-2 nell'ultimo minuto prima dell'intervallo. Gli obiettivi non cambiano, cioè far crescere i nostri giovani e provare a salvarci. L'importante è abbandonare in fretta lo zero in classifica. Ci tengo ripetere una cosa che dico sempre, cioè che venire a Vigevano è uno spettacolo: per l'ambiente, la passione, il tifo, la competenza».BR Russo si rifugia in time-out dopo sei minuti, quando le triple di Bertolazzi e Cavallaro scavano il 19-11. Cutolo nel traffico riduce sul 20-17, entra Cossa per mettere stazza alla zona pari litoranea che, a turno, Politi ed i lunghi di Vigevano bucheranno sistematicamente dal post basso, se non ci pensano prima dalla lunga gli esterni ducali o le incursioni di Ihedioha (38-24). Un incomprensibile fallo tecnico alla panca gialloblu è il trampolino per il 2-13 (40-37) su cui Jesolosandonà si illude, poi bastano due triple di Ferrari e Bianchi e Vigevano riparte. Gli ultimi due quarti non sono certo da esteti, i veneti non scendono quasi mai al di sotto del -10 e quando Vigevano abbassa il ritmo non c'è partita.BR bFabio Babetto /b