Coro di solidarietà: «Saviano non mollare»
bNAPOLI. /bbNessuna vita dorata ripagherebbe il suo unico e autentico cruccio: scrivere e raccontare. Nei giorni del trambusto e delle minacce, Roberto Saviano prova a far decantare le cose. Per lui è sceso in campo un fronte che attraversa l'Italia, destra e sinistra, nel segno della solidarietà all'autore del libro tradotto in 43 Paesi.BR /b Per proteggerlo, anche dalle calunnie di chi, non solo tra i camorristi di Casal di Principe, lo accusa di aver incassato con «Gomorra» soldi e gloria. La rabbia è più forte della paura - aveva detto il papà di Roberto -, aggiungendo che nonostante tutto «ne è valsa la pena, i Saviano sono gente tosta». I veri nemici di Roberto Saviano «sono quelli che pensano che sei un esibizionista, che hai sfruttato brutte storie per fare quattrini, che ti sei arrampicato su quell'albero lurido e avvelenato soltanto per svettare» ha scritto ieri su Liberazione il governatore della Puglia, Nichi Vendola.BR Ora lo scrittore meno amato dai Casalesi vorrebbe tornare nella sua trincea, non più blindata. E scrivere un nuovo libro. Il coordinatore della Dda Franco Roberti gli ha consigliato per un po' di starsene buono e di occuparsi non solo di camorra.BR Di Saviano in queste ore si vogliono occupare in tanti: politici, attori, scrittori. La Cgil ha organizzato una mobilitazione a Casal di Principe il 19 novembre, mentre nel covo dei boss, Giuseppe Giulietti, deputato dell'Idv e portavoce dell'associazione Articolo 21 e Fabio Granata, deputato del Pdl, hanno proposto al presidente della Camera Fini una iniziativa nazionale: «Abbiamo chiesto di riunire la commissione Cultura della Camera a Casal di Principe - ha spiegato Guidetti. Sarebbe un gesto con una forte valenza simbolica. Cosi potremmo far sentire il peso di milioni di italiani in quell'area. Questo non è solo il grido di Saviano, ma anche di poliziotti, giudici, amministratori, cittadini di quella terra che continuano a resistere».BR Fini ha espresso subito «vivo apprezzamento». E il sindaco di Roma Alemanno si è detto favorevole a conferire la cittadinanza onoraria allo scrittore, perché «il lavoro letterario di Roberto Saviano, che ha assunto un particolare e forte valore sociale e di denuncia contro l'illegalità, non può lasciare le istituzioni inermi».BR Punta il dito invece il segretario del Pd Veltroni in un'intervista sull'Espresso in edicola. «Non capita in altri paesi che giornalisti e scrittori che hanno avuto il coraggio di fare il loro lavoro e di raccontare la realtà in cui si trovano a vivere, siano costretti a girare sotto scorta» dice il leader dell'opposizione. «In Italia - aggiunge - può accadere che un giovane scrittore coraggioso come Roberto e i carabinieri della scorta che lo proteggono siano minacciati di morte. Non accade nulla di simile in Francia e in Germania, in nessun altro paese europeo». Rita Borsellino dice: «Roberto Saviano non lascerà l'Italia, io comunque lo invito a restare».BR