Sequestrati dieci quintali di latte alla melamina

bROMA./bbCome prevedibile era arrivato anche in Italia il latte cinese alla melamina. La scoperta è stata annunciata ieri dal ministero del Welfare che dopo l'allerta sanitaria lanciata dalla Ue ha impegnato i carabinieri dei Nas e i ranger della Forestale in una campagna di controlli a tappeto sui depositi di alimenti importati dalla Cina. Campagna che nel porto di Napoli ha portato ieri ad uno nuovo sequestro di merce fortemente sospetta: altri dieci quintali di latte che potrebbero contenere il potente veleno. I tre campioni risultati positivi alle analisi di laboratorio erano stati sequestrati nei giorni scorsi a Modugno, in provincia di Bari, e a Poggio Marino, in provincia di Napoli: due prodotti a base di latte ed uno a base di yogurt destinati alla prima infanzia.BR /b «In questi campioni - ha spiegato il comandante dei Nas, Cosimo Piccinno - sono stati rilevati dai 3 ai 22 milligrammi di melamina per chilogrammo contro un limite previsto che è di 2,5 milligrammi per chilogrammo». Dosi elevate, insomma, e anche se non letali certamente nocive, ha aggiunto il comandante. A questo punto, dunque, in tutta Europa sono 26 i campioni di alimenti di origine cinese risultati positivi ai test della melamina. Ma le ispezioni continuano. In Italia solatanto fra il 22 settembre e il 13 ottobre ci sono stati sopralluoghi in 855 strutture di importazione e distribuzione: sono stati prelevati 127 campioni e sui 47 analizzati dall'Istituto zooprofilattico di Teramo 3 sono quelli positivi. Gli esami di laboratorio sono ovviamente in corso anche sulla partita di latte scovata ieri a Napoli dagli uomini del Corpo forestale dello Stato. Nell'ambito dell'operazione denominata Lanterne Rosse i militari hanno sequestrato 10 quintali di latte definiti «ad alto rischio melamina», 300 chilogrammi di mozzarella cinese, 50 chilogrammi di prodotti caseari, 10 chili di tè cinese al latte, 90 chili di papaia cinese al latte, 7 chili di zampe di gallina (di cui è vietata l'importazione per le misure di contenimento dell'influenza aviaria) e 26 confezioni di oli essenziali estratti dalle ghiandole di musco, un cervo cinese protetto perchè in via di estinzione.BR Ma nella rete dei forestali sono rimasti anche 20 mila chilogrammi di alimenti made in Cina ed assolutamente non conformi alle normative europee sulla tracciabilità dei cibi: tra questi uova lavorate, funghi di misteriosa provenienza, pesci affumicati e datteri sotto sale subito confiscati ed avviati a distruzione. Da qui le sette denunce e i centomila euro di sanzioni amministrative elevate.BR «La comunità cinese non tema: le attività criminali non hanno etnie o colori di sorta. Ma è bene che tutti sappiano che chiunque trasgredisca la legge e cerchi di avvelenare i consumatori italiani sarà perseguito e punito serveramente», ha detto il ministro dell'Agricoltura Luca Zaia, presentando il bilancio dell'operazione e ribadendo che ci sarà «tolleranza zero verso i delinquenti che mettono a repentaglio la sicurezza alimentare».BR