Bollo, tassa necessaria Ma andrebbe cambiata
b MILANO./b Il bollo auto, vista la crisi economica dell'Italia, non è una tassa di cui si possa fare a meno. Tuttavia, può essere migliorata e ridotta, rendendo la vita più semplice agli automobilisti che tanto odiano questo tributo. A trarre queste conclusioni ed offrire degli spunti alternativi, è una ricerca effettuata dal Centro studi Promotor e presentata in occasione della conferenza stampa per il premio Uiga «Auto Europa 2009». Fra le ipotesi di miglioramento, si propone che la riscossione del bollo sia conglobata nell'imposta sulle assicurazioni, in modo da togliere i costi di esazione e ridurre l'evasione. Tuttavia, ha detto il direttore Gian Primo Quagliano, «le compagnie assicurative non sono molto favorevoli a questa idea». Fra le altre proposte, lo studio esorta allora a rivedere le tariffe del bollo con nuovi criteri più equi, calcolandone il costo in base alle emissioni di Co2 e non più in base ai kilowatt. «In questo momento le auto che pagano di più sono quelle più vecchie, come le Euro 0 - continua Quagliano - ma questo penalizza chi non ha i soldi per cambiarle e favorisce invece i cittadini più agiati. Lo studio parte dalla considerazione che il peso del bollo auto è pari al 7,6 per cento delle imposte automobilistiche complessive. Lo Stato riceve cioè 81,43 miliardi di euro l'anno da questo settore, di cui 6,21 vengono dal bollo. Togliere questa entrata, al momento, è impossibile, e l'alternativa sarebbe quella di recuperare il mancato gettito trasferendolo sul costo dei carburanti». La ricerca dimostra però che questa soluzione avrebbe un impatto negativo: per riassorbire la mancata entrata del bollo, i combustibili aumenterebbero del 19,18 per cento, con un impatto immediato sull'inflazione.BR