«Sbattuta contro il muro col taglierino alla gola»

b LARDIRAGO./b b«Mi ha preso per un braccio, poi mi ha spinto contro il muro e mi ha puntato contro il taglierino. E' stato terribile». Barbara Brera racconta dal banco dei testimoni la sua esperienza. Ha la voce rotta dall'emozione. E negli occhi ancora il ricordo di quel rapinatore con il volto semicoperto che l'aveva tenuta in ostaggio a marzo, nella filiale della Banca Intesa di Lardirago, mentre il cassiere consegnava 6mila euro di bottino. La testimone ha provato a non incrociare mai gli occhi dell'imputato. Alla fine ha ammesso di non poterlo riconoscere con certezza.BR /b La testimone è la cliente che il 19 marzo del 2008 si trovava nella filiale quando la banca venne rapinata. Il presunto rapinatore, Giovanni Mastrorillo, fu arrestato pochi giorni dopo dai carabinieri della stazione di Lardirago. Ieri era in aula, affiancato dall'avvocato Barbara Bertoni di Pavia, per difendersi da quest'accusa. Contro di lui c'è l'identikit (poco chiaro, a onor del vero, perchè i fotogrammi presentano delle irregolarità) tracciato sulla base dei filmati dell'impianto di videoregistrazione.BR Ma anche le testimonianze delle persone presenti quel giorno nella filiale. Che ieri, comunque, hanno messo sul tappeto non pochi dubbi. La cliente, in particolare - che ha rilasciato una deposizione che la dice lunga sulla brutalità con cui venne presa e tenuta in ostaggio - ha parlato di «grande somiglianza tra l'imputato e il rapinatore», ma non di «certezza assoluta» che possa trattarsi della stessa persona.BR «Ero in banca per delle commissioni - ha raccontato - quando ho visto entrare un uomo. Mi ha presa per un braccio, mi ha anche detto di stare tranquilla, ma ero terrorizzata. Mi ha spinta contro il muro e mi ha puntato un coltello alla gola».BR «Si, mi sembra lui - ha detto rivolgendo lo sguardo all'imputato - ma non posso certo dire di essere sicura al cento per cento. Anche perché indossava una specie di cuffia. Ricordo gli occhiali, però. Ma le lenti erano più sottili di quelle che indossa quest'uomo».BR Un dettaglio che è stato ripreso anche dagli altri testimoni. Il cassiere che aveva consegnato i soldi al rapinatore ha specificato che «le lenti erano diverse».BR Fatto sta che anche l'imputato ha gli occhiali. Questo elemento, insieme ad altri che avevano permesso di tracciare subito un identikit del rapinatore, avevano indotto i carabinieri di Lardirago e del nucleo investigativo a fermare Giovanni Mastrorillo. A pesare erano stati i confronti fotografici, sottoposti a chi aveva subito la rapina. La vicenda, almeno sul piano processuale, potrebbe chiudersi molto presto. La parola, dopo i testimoni, passa al giudice, che ha fissato la prossima udienza al 5 novembre. (m. fio.)BR