«Ho esagerato, ma mi ha minacciato»

b PAVIA./b bL'autista dell'autobus accusato di avere colpito con una catena un automobilista che aveva invaso la corsia preferenziale, ha querelato a sua volta il guidatore. Una storia complicata che dovrà essere sbrogliata dal giudice. Mauro Gentilini è un autista della 'Sapo" e fornisce una versione differente rispetto a quella contenuta nella querela presentata da Gianluca Di Maio. Innanzi tutto dice di avere reagito a una provocazione verbale da parte dell'automobilista alla guida di una '500".BR /b L'utilitaria di Di Maio, per pacifica ammissione di entrambe le parti, aveva invaso la corsia preferenziale riservata ai bus. Peraltro, nemmeno il bus condotto da Gentilini poteva percorrere la corsia che è riservata ai mezzi urbani, mentre il veicolo della 'Sapo" effettua un servizio extra-urbano.BR A parte questo dettaglio, Mauro Gentilini, nella sua contro-querela, riferisce di avere prima suonato il clacson per ottenere che l'utilitaria si spostasse a sinistra e di avere poi affiancato la '500" per chiedere spiegazioni all'automobilista. «Lo stesso - dice l'autista in querela - mi diceva: 'che cazzo vuoi. Ti faccio perdere il lavoro"».BR Dopo avere risposto 'sei un bastardo", l'autista del bus avrebbe preso la catena della bicicletta, che teneva dietro il sedile, e l'avrebbe lanciata dentro all'abitacolo della '500", che aveva il finestrino anteriore destro aperto. «Dopo di che scendevo e recuperavo la mia catena dalla Fiat '500" e risalito sul mio mezzo riprendevo il mio tragitto».BR Questa, dunque, è la versione fornita dall'autista all'autorità giudiziaria, alla quale spetterà il compito di accertare l'esatto svolgimento dei fatti. L'automobilista, a sostegno della propria tesi, ha un referto medico con il quale si certifica un trauma cranico guaribile in cinque giorni e la testimonianza di una passante. L'autista dovrà, a sua volta, indicare le prove a sostegno della propria versione. Il giudice, infine, deciderà quale sia la ricostruzione più attendibile. (f.m.)BR