Degustazione contestata, il Consorzio si schiera

b BRONI./b bFa discutere il mondo del vino il pinot nero vinificato in rosso premiato con un voto altissimo sulla guida «Espresso», ma «rimandato» dalla commissione per le Doc della Camera di Commercio. Il caso dell'azienda Picchioni di Canneto è stato affrontato anche dal consiglio del Consorzio lunedi sera. E da li, per bocca del direttore Carlo Alberto Panont, giunge un verdetto tecnico-politico destinato a fare precedente. «Il Consorzio di tutela è a fianco della Camera di commercio - afferma il direttore - sono i due capisaldi del sistema delle Denominazioni. Siamo contrari alle esternazioni pubbliche delle aziende. Consorzio e Camera di commercio hanno chiari gli obiettivi a partire da un rinnovo delle commissioni».BR /b L'ultimo passaggio apre lo spiraglio su future revisioni delle commissioni. Chiosa, infatti, Panont: «Si dovrà affrontare la questione di come valutare i nuovi vini per il riconoscimento della Doc». Nuovi gusti, nuove degustazioni? Sarà. Ma sul caso Picchioni la posizione è chiara: al Consorzio non è piaciuta l'esternazione dell'azienda, forte di un vino premiato a Roma e «rimandato» a Pavia. La vicenda parte il 25 gennaio di quest'anno quando Andrea Picchioni porta a Pavia, come già più volte accaduto, un campione di un suo vino per ottenere il riconoscimento della Denominazione d'origine controllata. La commissione lo giudica «rivedibile». E' esattamente lo stesso termine utilizzato per i coscritti alla visita dei tre giorni che potevano essere rinviati ad una visita medica successiva per essere giudicati abili alle armi. Cosi accade per il pinot nero vinificato in rosso di Picchioni. Nel caso delle commissioni della Camera di Comercio l'azienda ha tempo sessanta giorni per riproporre un secondo campione all'esame della Doc. A quel punto il vino deve essere definitivamente bocciato oppure promosso. L'azienda Picchioni non si è avvalsa dell'esame di riparazione, lasciando passare il tempo prefissato. Il pinot nero «Bricco Arfena 2006» non è più un vino Doc, ovvero a Denominazione d'origine controllata, passando alla più generica Igt, Identificazione geografica tipica che non comporta una determinazione degustativa del proprio esistere sul territorio. Con il suo Pinot nero «rivedibile» Picchioni ha però sbancato tra gli esperti dell'«Espresso». Chi ha ragione? «Può accadere - risponde Panont - Anche chi lavora sodo e bene può sbagliare, ma è sbagliato creare polemiche esterne. Nessuna volontà di persecuzione». Anche il presidente camera Mossi offre un suo commento: «Picchioni può avere tutte le ragioni - dice - Le commissioni sono però abituate ad esprimersi con un metro di giudizio collaudato e in buona fede». I nuovi Ocm europei sul vino cambieranno tutte le denominazioni. Il caso, visto da qui, è già chiuso.BR