«Niente più biglietti agli ultrà della Nazionale»

bLECCE./b «Da questo momento per le trasferte dell'Italia noi non chiederemo più biglietti per i nostri tifosi finché non avremmo certezze e faremo verifiche». Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, torna sugli episodi di violenza avvenuti a Sofia in occasione di Italia-Bulgaria e assicura che per il prossimo match degli azzurri con il Montenegro a Lecce saranno rafforzate le verifiche sulla vendita dei biglietti ai tifosi ospiti: «Per la partita con il Montenegro ci stiamo organizzando con il ministero. Abbiamo venduto 100 biglietti al Montenegro e saranno disponibili altri 500 tagliandi il giorno della partita. Rafforzeremo verifica su acquirenti e le misure di sicurezza. C'è da dire poi che lo stadio di Sofia non aveva nessun sistema di controllo, né tornelli e quant'altro per verificare se c'è stato l'ingresso di qualcuno che non aveva niente a che fare con i reali acquirenti dei biglietti». «A Sofia - conclude Abete - sono avvenuti atti indegni per la storia del nostro paese e vanno sanzionati».BR «Se è l'unico modo per risolvere il problema, è giusto: nessuno di noi vuol più vedere scene come quelle di sabato sera», cosi commenta Fabio Cannavaro lo stop alla vendita dei biglietti per le trasferte all'estero al seguito della nazionale. «Tutti noi calciatori siamo contro quei comportamenti: noi vogliamo i tifosi veri, e quelli non lo sono», dice Zambrotta. «Vorremmo giocare con felicità, e invece dover parlare di serate cosi un po' ce ne tolgono», ammette invece Chiellini.BR La polizia di Sofia ha confermato il rilascio dei tre italiani fermati per 24 ore la sera di sabato scorso per vilipendio alla bandiera nazionale bulgara avendo dato intenzionalmente fuoco a un tricolore della Bulgaria. «Nonostante le videoregistrazioni e le fotografie, in casi simili è difficile, dal punto di vista legale, stabilire con esattezza chi è il concreto esecutore fisico di eventuali violazioni della legge», ha dichiarato una portavoce della polizia di Sofia, Margarita Manolova.BR Fra gli ultrà fermati c'è anche un ventottenne di Lucca, indicato come uno dei capi del gruppo di tifosi della Lucchese Bulldog. Il tifoso è stato rinviato a giudizio a Lucca, il 19 marzo scorso, con l'accusa di associazione a delinquere, per alcuni episodi di violenza con connotazioni politiche di estrema destra. Con lui sono imputati altri 19 tifosi. Tutti erano stati sottoposti al daspo, misura, però, che non gli impedisce di assistere ad eventi sportivi all'estero.BR La lista dei tifosi a Sofia sarà inviata alle questure di appartenenza.BR